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CONSIGLI PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE

 

Il nostro ciclo vitale può essere sintetizzato da questo principio:

“Siamo la terra, ci nutriamo dei suoi frutti e ritorniamo alla terra”.



Il nutrimento, secondo l’Ayurveda, è funzionale per permetterci di perpetuare questo ciclo. Il cibo di cui ci nutriamo non costituisce soltanto il nostro nutrimento fisico, il carburante per le nostre funzioni fisiche, ma è anche un degli strumenti per la purificazione e per l’eliminazione delle nostre scorie. La longevità, la perspicacia, l’intelligenza, la felicità, la soddisfazione e l’appagamento, la forza e l’intelligenza, dipendono tutti dal cibo”. Infatti, in sanscrito la parola che significa il cibo è annam che esprime: “ciò che germoglia dalla terra perché nutrito dalla pioggia, irrobustito dal fuoco del sole ed accarezzato dal respiro del vento.
Il momento centrale di questo processo è rappresentato dalla digestione. Perciò dovremo far attenzione che i cibi che scegliamo nell’arco della giornata abbiano le qualità nutritive richieste, e che contribuiscano, unitamente, ad esempio con un corretto apporto di spezie, per realizzare una buona digestione, con la conseguente adeguata eliminazione delle fibre indigerite. L’Ayurveda approfondisce l’analisi dell’alimentazione, attraverso la conoscenza degli elementi, dei gusti, dell’energia, della loro azione sul corpo, sulla mente, sullo spirito, in rapporto all’azione di quello che introduciamo nel nostro organismo. Perciò la vita è:

-ASSIMILAZIONE
- DIGESTIONE
- ELIMINAZIONE


I PRINCIPI DEGLI ELEMENTI
1. Il cibo, che nutre il nostro corpo, deriva da quegli stessi cinque elementi di cui tutti noi siamo composti: terra (prithvi), acqua (apas), fuoco (tejas - agni), aria (vayu) ed etere (akasha).
Questi cinque elementi di base, e, quindi componenti anche del cibo, una volta che hanno fatto ingresso nel nostro organismo, sono digeriti dai loro rispettivi enzimi (Bhutagni), e, dopo essere stati assimilati, sono convertiti nei vari tessuti.
Il nutrimento che ingeriamo è composto da proteine, grassi, carboidrati, vitamine, minerali e acqua, secondo la classificazione della medicina moderna. A seguito della digestione, il cibo viene suddiviso in amminoacidi e proteine, acidi grassi, amidi e zuccheri. Queste strutture molecolari di base, sono classificate dai medici ayurvedici nelle categorie di Vata, Pita e Kapa.
Quale rapporto esiste tra il cibo ed i cinque elementi di base?
Abbiamo appena detto che i cinque elementi di base entrano a far parte di qualsiasi alimento che assumiamo, ma, chiediamoci: in quale misura? Scopriamo, così, che in alcuni cibi è prevalente un elemento rispetto altri.
Vediamo alcuni esempi:

1. Nel riso e nel grano predomina l’elemento Terra.
2. Nel latte e nei succhi di frutta prevale l'elemento Acqua.
3. Nelle spezie, che stimolano vari enzimi, domina l'elemento Fuoco.
4. Nei germogli è prevalente l'elemento Aria.
5. Nel riso soffiato è dominante l’elemento Etere.

Ad esempio, se la nostra capacità digestiva fosse debole, è chiaro che la dobbiamo irrobustire. Come?
Per questo specifico scopo, in Medicina Ayurvedica utilizziamo le spezie. Perché? La ragione sta nel fatto che sono ricche dell'elemento Fuoco.
Se, ad esempio, dovessimo soffrire di ritenzione idrica, se notiamo le mani gonfie, se ci dovessimo sentire gonfi, se dovessimo notare la comparsa di edemi sul nostro corpo, come dovremmo comportarci? Sappiamo che, in questo caso, dobbiamo limitare al massimo l’assunzione di sale. Ci dovremo adattare ad una dieta insipida, o, perlomeno, pochissimo salata. Perché? La spiegazione risiede nel fatto che, in questo tipo di disturbi, l'elemento predominante è l'Acqua. Dal momento che il sale lo troviamo associato all’elemento acqua, dobbiamo evitarlo!
Se, per fare un altro esempio, dovessimo avvertire delle parti del nostro corpo infiammate, se percepissimo delle sensazioni di bruciore, cosa dobbiamo fare? Anche per questo caso abbiamo una risposta: dobbiamo incrementare l’introduzione nel nostro organismo di cibi ricchi dell’elemento Acqua, che contrasta la sensazione di bruciore dato dall’eccesso dell’elemento Fuoco. In questa evenienza la millenaria pratica dell’Ayurveda ci suggerisce d’assumere uva o melone. Questi frutti esercitano su di noi, infatti, un effetto calmante e rinfrescante, dovuto all’elemento Acqua, di cui sono ricchi.

Una volta assunto, il cibo subisce nel nostro corpo una serie di trasformazioni, funzionali alla sua assimilazione, il che sortisce il risultato finale di accrescere la qualità degli elementi: tutto ciò avviene nel processo digestivo.
L’importante è considerare la nostra dieta come uno dei più apprezzabili fattori d’equilibrio della nostra persona. Non siamo, infatti, composti solamente da una struttura fisica (il corpo), ma, anche, dalla mente e dallo spirito. La nostra è la via della ricerca dell’armonia della persona globale, per questo è importante non dimenticare che dobbiamo considerare l’individuo nel suo aspetto universale.
Abbiamo ora iniziato a capire che, per riequilibrare determinati disturbi, alcuni cibi sono più adatti rispetto ad altri. Per quale ragione? La risposta la troviamo nelle proprietà armonizzanti di certi alimenti, che, in alcuni casi, consiglieremo per accrescere gli elementi in difetto, viceversa, in altri casi, li raccomanderemo per contrastare quelli in eccesso.
Per questo motivo, ad esempio, ad una persona sotto peso, caldeggiamo i cibi in cui predominano gli elementi Terra e Acqua, proprietà queste che incrementano la massa corporea. In altre parole, consiglieremo a questa persona di nutrirsi, ad esempio, di riso, grano, ghi gruta (burro chiarificato), shatavari.
Al contrario, le sostanze con proprietà opposte, sortiscono l’effetto d’inibire gli elementi in eccesso, col risultato, sempre, di mantenere uno stato d’equilibrio.
Se dobbiamo venire in aiuto ad una persona con febbre, gli consiglieremmo d’assumere medicamenti come Musta e Loto, che esercitano prevalentemente un effetto stimolante sull’elemento Acqua, contrastando, così, l’innalzamento della temperatura prodotta dall’elemento Fuoco.
Cosa dobbiamo fare quando ci si presenta una persona obesa, con una notevole mole di tessuto adiposo, che accusa un’abbondanza di muco e catarro? Anche in questo caso si tratta di combattere gli elementi in sovrabbondanza! L’eccesso di muco è dovuto alla predominanza dei fattori Terra e Acqua, che dovremo inibire con alimenti che contengono prevalentemente gli elementi opponenti: Fuoco ed Aria. Quindi, allo scopo di favorire il ristabilirsi della condizione d’equilibrio perduto, almeno momentaneamente, dobbiamo assumere cibi o medicamenti caratterizzati dagli elementi Fuoco ed Aria. Questi li conosciamo bene, hanno un gusto amaro e pungente, come il pepe nero ed il pepe lungum.

Noi siamo ciò che mangiamo.
L’alimentazione influenza in modo positivo o negativo la nostra salute. Nella filosofia Vedica la mente (manomaya kosha) è considerata come l’essenza del cibo. Uddalaka Aruni, un famoso saggio affermava “Il cibo che assumiamo si divide in tre parti: quella grossolana forma gli escrementi, quella intermedia la massa corporea, quella sottile alimenta la mente”. (Chandogya Upanishad VI. 4.1.). Se “noi siamo ciò che mangiamo”, allora la nostra dieta può interferire con le nostre emozioni, e può predisporci a problemi sia psicologici sia fisici.
Durante ogni pasto, bisogna assumere il cibo in piccole quantità e secondo queste proporzioni:

½ CIBO SOLIDO,
¼ LIQUIDO
¼ VUOTO.

Un antico detto indiano si esprime in questo modo:
“Chi mangia una volta al giorno diventa uno Yoghi (la persona spirituale),
Chi mangia due volte al giorno diventa un Boghi (la persona felice),
Chi mangia tre volte al giorno diventa un Roghi (la persona malata)”.

L’influsso dei Dosha sulla digestione.
Dopo mangiato, il cibo passa attraverso tre fasi, tutte corrispondenti ai Dosha:
1° fase - nello stomaco – dove è dominante Kapa;
2° fase - nell’intestino - dove è dominante Pita;
3° fase - nel colon - dove è dominante Vata.


CONSIGLI PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE

1. Non facciamoci tentare dal cibo se non abbiamo fame: il nostro organismo non ne ha bisogno.
2. Scegliamo accuratamente il luogo adatto per consumare i nostri pasti: deve essere senz’altro un ambiente tranquillo. La tavola da pranzo deve essere pulita, così come le posate e gli utensili da cucina. L’ambiente e l’atmosfera nella sala da pranzo dovrebbero risultare gioiosi, puliti, allegri e profumati.
3. Controlliamo ogni nostro sentimento durante la giornata, in particolare quando siamo a tavola: lasciamo lontano da noi il pur minimo senso d’ansia, di preoccupazione e di rabbia.
4. Evitiamo il cibo che ci può causare flatulenza, quello stracotto o cotto troppo poco, disidratato (in polvere), dall’energia molto fredda, contaminato, troppo asciutto o viceversa inzuppato.
5. Evitiamo di mangiare troppo. Non dobbiamo toccare alcun alimento se non abbiamo digerito il cibo del pasto precedente.
6. Non assumiamo cibo nei momenti sbagliati della giornata: o di mattino troppo presto, o la sera troppo tardi.
7. Non farsi prendere dalla gola significa anche non cadere nella trappola di concedersi uno spuntino tra un pasto e l’altro.
8. Assumiamo solo gli alimenti compatibili tra loro.
9. Privilegiamo i cibi caldi, ma non bollenti, che stimolane la digestione. Non dobbiamo dimentichiamoci d’assumere quotidianamente alcuni cibi fondamentali, come, ad esempio: riso, grano, latte, limone o Amla, soia verde, Virya, ghi gruta.
10. Usiamo sale di miniera al posto del sale marino.
11. E’ sempre meglio preparare il nostro cibo nelle debite quantità, evitando quindi in partenza di trovarci con una notevole quantità d’avanzi da conservare.
12. Anche se lo troviamo gustoso, non rimpinziamoci di troppo cibo gradevole ma pesante.
13. Con le bevande calde non assumiamo mango, formaggio, pesce, carne, amidi (riso, pasta, pane) e yogurt.
14. Se abbiamo dormito poco la notte precedente, scegliamo vivande leggere.
15. Non facciamoci cogliere dal raptus di mangiare per un bisogno emotivo, per placare le nostre ansie e delusioni.
16. Cibo e una riflazione di Dio, non sprecare e non insultare

17. Dedichiamoci costantemente, per alcuni minuti il giorno, alla meditazione ed alla preghiera: acquisteremo chiarezza nei nostri pensieri, nelle nostre parole e nelle nostre azioni. E la nostra digestione ne risentirà positivamente!
18. Aspettiamo almeno un’ora prima di coricarci dopo i pasti.
19. Rispettiamo l’atto di mangiare come un rito divino. Il cibo … nutre l’anima.

 



 
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