Articoli su Yoga e Ayurveda Stampa E-mail
Indice
Articoli su Yoga e Ayurveda
Dinachariya - Regime giornaliero di vita
Prakruti - La costituzione individuale
Dieta Ayurvedica per i Tridosha
Consigli per una corretta alimentazione
Disturbi gastrointestinali
Gravidanza
Indigestione
Tutte le pagine

PRAKRUTI
LA COSTITUZIONE INDIVIDUALE

 

Maestro Swami Joythimayananda

Ashram Joytinat, Via Ripa 24 - 60013 Corinaldo (AN). Tel e Fax 071/679032


Cosa intendiamo per “costituzione individuale”?
Perché una persona è obesa mentre un'altra è anoressica? Una si arrabbia facilmente, un'altra si agita e un'altra ancora mantiene sempre la tranquillità e la calma?
Un individuo di costituzione magra mangia tanto ma non riesce ad aumentare di peso mentre un'altro di costituzione grossa che mangia poco, al sol pensiero di cibo, aumenta di un Kg.
Una persona sente un'eccessiva fame mentre un'altra ha poco appetito; una digerisce velocemente e un'altra molto lentamente; una dorme profondamente e un'altra ha il sonno leggero.
Perché tutte queste diversità? Sono le diverse nature immutabili che portano alla nascita dell'individuo.
Queste caratteristiche particolari, secondo l'Ayurveda, sono dovute alle “costituzioni individuali”, cioè Prakruti. Cosa significa questa parola? Analizziamo questo termine appartenente all’antica lingua sanscrita. "Prakruti" è il risultato dell’unione di due parole: è composta dal prefisso “Pra”, ovvero l’“origine” che arriva dal “Purusha”, e dal suffisso “kruti”, esprimente l’azione, e perciò anche il flusso, il movimento.
Prakruti contiene tutti i caratteri immutabili con cui noi nasciamo, che si esprimono mediante i principi dei Tridosha: Vata, Pita e Kapa. Ma durante il nostro flusso della vita noi attraversiamo diverse fasi; queste fasi della vita influenzano la Prakruti: l'età, le stagioni, il luogo, il nutrimento, gli amici etc etc influenzano l'individuo. Il risultato di queste influenze non è il carattere originale della persona ma un semplice adattamento, secondo l'Ayurveda, un'alterazione chiamata Vikurti.
Lo scopo di questo articolo è di aiutare i lettori a mantenere la vera natura di sé (Prakurti) e correggere, attraverso una corretta alimentazione, la Vikurti.
Perciò, per riuscire a vivere in modo equilibrato dobbiamo essere in grado di conoscere e capire la costituzione d’ognuno di noi. Solo in questo modo possiamo mantenere il nostro benessere interiore ed esteriore. La nostra costituzione contiene le informazioni essenziali, paragonabili al DNA. Queste informazioni genetiche determinano la nostra personalità che, nell'Ayurveda, giungiamo a comprendere attraverso l'analisi dei principi Tridosha. Vata si identifica con tutti i movimenti, Pita con tutte le trasformazioni e Kapa con la coesione della struttura fisica. I Tridosha interagiscono tra loro secondo i principi di “Uno è in tutto e Tutto è in uno”: il microcosmo nasconde il macrocosmo e il macrocosmo nasconde il microcosmo. Solo quando riusciamo ad essere coscienti della nostra costituzione possiamo aiutare noi stessi a vivere armoniosamente nella vita quotidiana.
Per capire a quale tipo di costituzione apparteniamo, non dobbiamo fare granché. Non ci occorrono esami particolari, non dobbiamo sottoporci a radiografie, né ad esami di laboratorio. Nulla di tutto questo. Dobbiamo, invece, impegnarci in un esercizio in cui non siamo abituati: osservare noi stessi. Dobbiamo forse metterci allo specchio? Osservarci per scoprirci “belli” e gradevoli? No, non dobbiamo scoprire nuove rughe o foruncoli, ma semplicemente osservare con attenzione in che modo ci comportiamo durante la giornata. Ci dobbiamo chiedere: “Chi sono Io? Come esisto? Da dove vengo? Perché sono qui? Cosa sto facendo? Perché lo faccio? Dove e come finirò?".
Senza esprimere dei giudizi, né autocriticandoci né autocompiacendoci; facciamo invece in modo d’essere dei costanti osservatori di noi stessi, spettatori del ritmo di svolgimento del nostro vivere quotidiano. Analizziamo piuttosto la qualità del nostro "flusso", vale a dire teniamo sotto osservazione il susseguirsi dei nostri pensieri ed il sopraggiungere d’emozioni imminenti, teniamo sott’occhio ogni piccolo atto, qualsiasi nostra azione, anche piccola. I nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri comportamenti, concorrono globalmente a determinare quello che vorremmo che fosse il "normale funzionamento" dei nostri processi fisici e psichici. Anche la nostra "struttura" fisica fornisce una precisa indicazione per capire la nostra tipologia. Attraverso questo studio attento saremo in grado di classificare la nostra persona a seconda della dominanza di uno o più Dosha, da cui derivano 28000 e oltre possibili combinazioni. Ma in questo testo classificherò solo dieci di queste combinazioni partendo dalle tre principali: Vata, Pita e Kapa.
● Vata o Pita o Kapa puri non sono possibili perché ogni individuo ha in sé tutti e tre i Dosha combinati in diverse proporzioni. Queste diverse cobinazioni rendono le persone diverse le une dalle altre. Ma nel caso in cui uno dei Dosha sia al 50% o più, lo si può definire puro.
● Sono molto comuni, invece, le combinazioni di due Dosha: Vata + Pita; Pita + Vata; Vata + Kapa; Kapa + Vata; Pita + Kapa; Kapa + Pita.
● E' rarissima invece la combinazione in equilibrio di tutti e tre i Dosha: Vata + Pita + Kapa.

I Tridosha esercitano un ruolo molto rilevante su ogni aspetto della nostra vita. La comprensione dei nostri Dosha si rivela di fondamentale importanza per vivere la vita in buona salute. E, a partire dall’influsso sulla nostra mente, i Dosha sono in grado di determinare le propensioni agli squilibri, ed ai conseguenti stati patologici, condizionando perciò la salute dell’individuo e la sua suscettibilità alle malattie.
Difficilmente la persona dominata prevalentemente da un solo Dosha riesce a trovarsi in una condizione di equilibrio, anzi, più facilmente finirà per subire gli effetti sfavorevoli del suo Dosha dominante. Ad esempio un'individuo con prevalenza di Vata sarà facilmente soggetto a squilibri di Vata ma sarà anche facile da curare usando i suoi Dosha antagonisti: Pita e Kapa.
Tuttavia, se da un lato chi è dominato dalla combinazione di due Dosha, per esempio Vata + Pita o Vata + Kapa, ha scarse possibilità di subirne gli effetti dannosi, per una serie di fattori, allorché questi dovessero squilibrarsi e manifestare dei disturbi andrebbero incontro ad una situazione più faticosa da curare. Ad esempio, prendendo in considerazione un individuo Vata e Pita, quando Vata è squilibrato lo si cura con i principi di Pita, ma così facendo c'è il rschio di aumentare Pita.
Certo, la situazione ottimale è rappresentata da quella in cui tutti e tre i Dosha controllano equilibratamente la persona, in questo caso è ancor più difficile ammalarsi. Ma, se non si dovesse star bene, sarà ancora più malagevole guarire.


Perché individuare la Prakruti?
Per:
1. Conoscere noi stessi.
2. Gestire in modo migliore l'arco della giornata.
3. Individuare ed indirizzare i nostri pensieri ed emozioni.
4. Realizzare i nostri comportamenti in modo più adeguato.
5. Seguire una corretta dieta secondo il nostro fabbisogno.
6. Affrontare l'influsso delle stagioni, luogo, età...
7. Comportarsi in modo giusto per prevenire le malattie.
8. Riequilibrare la nostra situazione prima che degeneri in una malattia.
9. Curare la malattia in modo adeguato.
10. Assumere i medicamenti in modo corretto.

VATA Dosha è combinato da elementi di spazio e aria, governa la respirazione, la circolazione, l'escrezione, il sistema nervoso e la psiche. L’individuo di costituzione Vata, dal momento che la sua muscolatura non appare in genere decisamente sviluppata, si rivela comunemente come una figura asciutta e minuta dalla carnagione tendenzialmente scura, in quanto specchio delle preoccupazioni in cui vive. Stiamo disegnando una personalità assolutamente dinamica, in cui l’udito ed il tatto sono dominanti sugli altri sensi, che s’elettrizza facilmente (ma che con la stessa velocità può deprimersi), che non disdegna le situazioni piene d’imprevisti: è attiva e continuamente in movimento. Nondimeno, questa esuberante vitalità ha scarsa durata, s’esaurisce in tempi brevi. Proprio per questa ragione il suo umore si può dimostrare variabile, incline alla malinconia. Ma non dobbiamo farci ingannare dalle apparenze, abbiamo di fronte una personalità sincera, disponibile, che intrattiene agevolmente rapporti con gli altri, contraddistinta da un’intelligenza flessibile e veloce, che dimostra delle acute capacità di pensiero immaginativo, pur senza spiccare per la gran memoria. Il tipo Vata non rifugge affatto dalle argomentazioni filosofiche, rimane affascinato dalla spiritualità, senza disdegnare, ovviamente, i cambiamenti: è spesso un amante dei viaggi e delle nuove scoperte. Non è difficile rendersi conto delle volte in cui la personalità Vata esce dal suo contesto d’equilibrio: lo rivela già dal suo aspetto esteriore. Vediamo allora che la sua cute può farsi prevalentemente secca, tende a screpolarsi, le masse muscolari perdono di tonicità e tendono ad inflaccidire. Dentro di sé non è affatto tranquillo: cade facilmente in preda a paure e ad eccessive preoccupazioni, in sostanza, si rivela come un soggetto inequivocabilmente ansioso. Perciò ha difficoltà nel mantenere l’autocontrollo, è disordinato ed irregolare, spesso finisce per essere in balia di dubbi ed indecisioni, e fatica non poco a concentrarsi. Parla molto e dorme poco. Tutto ciò lo porta ad una scarsa capacità di concretizzare le proprie idee.


PITA Dosha è combinato da elementi di fuoco e acqua, è l’energia di trasformazione, nutre i tessuti trattenendo il calore (una sua caratteristica sono le mani calde); presiede all'assimilazione dei principi attivi, è l’energia della digestione (quindi è responsabile sia della fame che della sete), controlla il sistema endocrino, l’apparato visivo e quello digestivo, conferisce intelligenza, coraggio e valore. La personalità di tipo Pita rivela un aspetto elegante, di media corporatura, dalla cute calda tendente alla sudorazione, ben idratata e lentigginosa, con presenza di nei; è molto sensibile al sole, i capelli sono sottili e fragili. Il suo senso dominante è la vista. Questa personalità ambiziosa, amante della cultura, delle raffinatezze, è mossa da un’intelligenza brillante, acuta, creativa, critica, con buone capacità di pensiero logico, una salda memoria, che gli permette di concentrarsi a lungo. Si dimostra un carattere brioso ma suscettibile, facile all’ira, che rapidamente scompare così com’era sorta, che non manca d’affezionarsi alle persone con cui intrattiene rapporti. Anche Pitta può facilmente cadere in preda alle preoccupazioni, e fatica non poco a dimostrarsi flessibile, anzi, il più delle volte non lo è affatto. Già osservando esteriormente la persona possiamo notare tutte le occasioni in cui il Pitta si rivela in squilibrio: lo svelano a livello cutaneo tutti quei disturbi irritativi che provocano arrossamento, prurito, foruncoli, orticaria, ittero. Ma non è tutto: potrà anche andare incontro, per il suo carattere tendenzialmente “rigido”, ad una particolare rigidità corporea. La sua digestione, già normalmente in eccesso in quanto specchio del suo accentuato metabolismo (proprio per questa ragione il tipo Pitta è solitamente di buon appetito senza correre il rischio d’ingrassare), manifesterà una quantità di disturbi conseguenti, in particolare, dell’iperacidità gastrica, quali, ad esempio: senso di bruciore e acidità gastrica, eruttazioni acide, dolori gastrici a stomaco vuoto prima ancora d’assumere i pasti. Proprio perché il suo organo dei sensi peculiare è la vista, scoprirà sgradevoli tutti gli ambienti con troppa o troppo poca luce: anzi non li potrà proprio tollerare! E' mosso dal bisogno d’esprimere comunque il proprio punto di vista, anche quando non desiderato. All’incapacità di concentrarsi si abbina l’impulso a voler ostentare comunque le proprie convinzioni. Proprio per questo suo temperamento impulsivo e rigido, potrà andare incontro a veri e propri blocchi mentali: pur sapendo, non interviene o non risponde. E’ il tipico caso di chi sa ma non dice. Proprio per l’accentuarsi della sua tendenza alla rigidità mentale, se in condizioni d’equilibrio, è incline a scusarsi d’ogni sua manchevolezza, nei casi in cui il Pitta Dosha sia disarmonico, si guarderà bene dall’ammettere i propri nei. Nelle situazioni di squilibrio, ci imbatteremo in una personalità tendenzialmente mediocre, insofferente, conflittuale, incerta, facilmente irascibile e diffidente.

KAPA Dosha è combinato da elementi di acqua e terra, rappresenta il Dosha che conferisce la struttura, elimina i corpi estranei, stabilizza, idrata e lubrifica, consolida le articolazioni, attiva le difese naturali organiche, apporta costanza e pazienza, stimolando la capacità d’affrontare positivamente le emozioni e lo stress psicofisico. La personalità di tipo Kapa tende ad essere robusta, con una muscolatura armonica e ben sviluppata; la cute è trofica e ben idratata, i capelli appaiono scuri e lucidi. Dimostra una buona capacità di resistenza fisica, mentre il suo senso dominante è il gusto. Evidenzia un carattere tranquillo, l’umore è stabile, flemmatico. E’ una persona ordinata, regolare e riservata. E’ molto paziente, generosa, sincera, non si arrabbia facilmente. Manifesta un’intelligenza lenta ma progressiva. Si distingue per l’ottima memoria e la profonda capacità di concentrarsi. Ama riposarsi a lungo e non è incline ai cambiamenti. Quando il Kapa Dosha è in eccesso, si rivela, a livello fisico, per la tendenza sia alla ritenzione idrica, vuoi diffusa (l’individuo assume uno strano aspetto gonfio), vuoi localizzata (sono tipici gli edemi agli arti, specie quelli inferiori), sia all’incremento dei tessuti adiposi. All’inverso, quando il Kapa Dosha è in difetto noteremo che, a livello fisico, le masse muscolari andranno incontro ad una perdita di tonicità.




 
Ashram Joytinat, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting