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Articoli su Yoga e Ayurveda
Dinachariya - Regime giornaliero di vita
Prakruti - La costituzione individuale
Dieta Ayurvedica per i Tridosha
Consigli per una corretta alimentazione
Disturbi gastrointestinali
Gravidanza
Indigestione
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Qui sopra è disponibile un elenco di articoli scritti dal Maestro che l'Ashram Joytinat offre per lettura e consultazione.
Per qualunque eventuale chiarimento comunicate nel nostro forum di studio entrando nella sezione "Gruppo Yoga Ayurveda".
Grazie e buona lettura.

DINACHARIYA
REGIME GIORNALIERO DI VITA
Maestro Swami Joythimayananda

Ashram Joytinat, Via Ripa 24 - 60013 Corinaldo (AN). Tel e Fax 071/679032

 

Ho pazienza, resisto...
Non mi lamento, resisto...
Non critico, resisto...
Distacco, resisto...
Sto bene, sono felice.

Un buon regime quotidiano è assolutamente necessario per portare un cambiamento radicale nel corpo, nella mente, nella coscienza e nell’anima. La routine giornaliera aiuta a stabilire equilibrio nella costituzione e a mantenere l’armonia nel corpo, nella mente e nell’anima.


SVEGLIA ALL’AURORA
È bene svegliarsi di mattina all’aurora. Questo tempo in natura ha qualità di purezza, satva guna, e porta pace alla mente e freschezza ai sensi. L’aurora varia secondo le stagioni, ma le persone Vata dovrebbero svegliarsi entro le 5.30 di mattina, le persone Pitta entro 6 e le persone Kapa entro le 6.30. Subito dopo esserti svegliato, guarda le tue mani alcuni momenti, poi dolcemente accarezzati il viso, il collo, il torace, l’addome e il bacino, così facendo pulirai e risveglierai l'Aura. Queste abitudini regolano l'orologio biologico della persona, la digestione e l'assimilazione; inoltre generano le qualità dell’amore, dell’affetto, della disciplina, della pace, della gioia e della longevità.


PREGHIERA PRIMA DI LASCIARE IL LETTO
Aham Brahmasmi, Caro Dio, Tu sei in me… all'interno del mio respiro… Ti sento in ogni mio respiro… Tu sei nei miei pensieri, nelle emozioni, con il tuo invisibile tocco dolce sono protetto sempre. Grazie per questo bel giorno che Tu mi dai, che sta di fronte a me, mi inchino con umiltà, Tu dai amore, pace e compassione. Grazie, sto guarendo e sono guarito.
Dopo la preghiera tocco la terra con la mano destra, poi porto la mano alla fronte come una benedizione, con grande amore e rispetto per Madre Terra. Aham Brahmasmi.

URGENZA NATURALE
Appena entrato nel bagno, prima di lavare i denti siediti sul wc e libera le scorie, urina e feci; mantieni tutti i giorni lo stesso orario per il movimento dell’intestino. La digestione impropria del pasto della sera precedente o la mancanza di sonno possono causare irregolarità di eliminazione. La mattina presto dopo il risveglio è il tempo adatto per scaricare gli scarti, se hai un’abitudine diversa, è meglio modificarla: sedendo semplicemente sul wc alla stessa ora e per un tempo fisso ogni giorno sarà possibile regolare i movimenti dell’intestino. Sempre seduti, fate un’altra stimolazione: unite i palmi delle mani e strofinate le radici dei palmi una contro l’altra, questi punti corrispondono all’intestino. È importante lavare gli organi escretori dopo l’evacuazione, così l’energia ricomincia a circolare liberando il ristagno.

VARIE PULIZIE
Lava la bocca con acqua e sciacqui e spruzzi.
Denti: lava i denti con la polvere Rasadanti o simili: le polveri dentifricie per andare bene devono contenere gusto amaro, pungente e astringente. Meglio usare il dito indice, così massaggi anche le gengive; usare ogni tanto il dentifricio in pasta va bene.
Lingua: raschia la lingua all'indietro fino in fondo, finché hai raschiato tutta la superficie per 10-15 volte. Questa pulizia migliora la percezione del gusto, stimola gli organi interni e l’intero tratto digestivo, aiuta la digestione e rimuove i batteri morti. Teoricamente, le persone Vata possono usare un raschino d’oro, le persone Pita uno d’argento e le persone Kapa uno di rame. L’acciaio può essere usato da tutti i Tridosha.
Viso: lava il viso buttando l’acqua con entrambe le mani, strofina varie volte in maniera circolare.

Gargarismi
Gargarizzare tenendo Basti o Jiva Tailam in bocca mattina e sera è una pratica efficace per ridurre stress e tensioni, per fortificare denti, gengive e mascella, per migliorare la voce, per rimuovere le rughe dalle guance e per percepire il sapore naturale degli alimenti. Prendi 2 o 3 cucchiai di olio tiepido e gargarizza alcune volte, poi agita vigorosamente la bocca varie volte e infine tieni l’olio dai 5 ai 10 minuti.


Olio negli occhi

Metti 2 o 3 gocce di Netra tailam negli occhi, massaggia le palpebre strofinandole dolcemente, apri e chiudi gli occhi velocemente varie volte e ruotali in tutte le direzioni. Poi tampona gli occhi con piccoli Othadam fatti con erbe, Triphala o Shanthi tè. Lavali infine con acqua fresca o Netranir. Questa pratica, usata anche nella cura ayurvedica delle infiammazioni, previene le malattie degli occhi e migliora e riposa la vista.


Olio nel naso
Applica da 3 a 5 gocce di Anu tailam o Nasika tailam o Ghi Gruta tiepido. Prima lubrifica ogni narice, poi massaggia delicatamente inserendo in ogni narice il dito mignolo.
Applicare questa pratica regolarmente ogni mattina aiuta a lubrificare il naso e a pulire i seni nasali, migliora la voce, la vista e la chiarezza mentale. Cura la sinusite e tutti i disturbi di Vata. Il nostro naso è la porta del cervello, le gocce nasali, così, nutrono Prana, portano intelligenza e fanno aumentare la memoria.


Olio nelle orecchie
Metti 2 o 3 gocce di olio tiepido Karna in entrambe le orecchie e massaggia regolarmente tutte le mattine. Questa pratica aiuta a pacificare i disturbi di Vata.

 

Doccia
Fate un doccia con acqua tiepida, e alla fine con acqua fresca. Per lavare i capelli usate Snana tailam o farina di soya verde con latte o yogurt, miele o limone. Evitate l’uso di shampoo a base chimica. Facendo la doccia si rimuove sudore, sporco e fatica. L’acqua che scorre porta nuova energia che circola nel corpo e chiarezza nella mente. Alla fine applica un olio profumato che porta gioia e dà freschezza all’anima: rosa per Vata (Roja Tailam), sandalo per Pita (Sandana Tailam) e muschio o Agni Tailam per Kapa

OLIO SULLA TESTA E SUL CORPO (ABYANGAM)
Applica sulla testa un cucchiaino di Pita Tailam e strofina in modo penetrante, poi applica su tutti i Chakra. Applica poi Pinda Tailam o l’olio più adatto ai tuoi tessuti, strofinando e stimolando tutto il corpo e i punti Varma. Applicare quotidianamente olio sul capo riattiva l’attività cerebrale, previene il mal di testa, la calvizie e l’ingrigimento dei capelli. Lubrificando testa, fronte e Chakra, il corpo porterà felicità, buon sonno, pelle morbida e buon incarnato.

NIRAGADA TISANA
In estate dopo la doccia bevete un bicchiere di acqua fresca, mentre nelle altre stagioni bevete Niragada tisana. Se siete intossicati o se siete Kapa costituzione, potete bere Niragada tutto l’anno. La tisana Niragada pulisce l’apparato digerente e i reni, inoltre incentiva la peristalsi intestinale. Non è un buona idea avviare la giornata con un tè o con un caffè, queste abitudini provocano stress e stipsi, esauriscono l’energia dei reni e restringono le secrezioni ormonali.

YOGA SADANA
Pratica regolarmente Yogasana, in particolare il Saluto al Sole che favorisce la circolazione, migliora la digestione e l’evacuazione, dà forza e resistenza, porta il buon umore e mantiene il corpo in forma. Pratica Yoga o esercizio fisico quotidiano senza mai forzare eccessivamente. Il Saluto al Sole e le altre Asana devono essere fatte secondo i Dosha: le persone Vata in modo statico, le persone Pita in modo rilassante e le persone Kapa in modo dinamico. Dopo Yogasana pratica alcuni cicli di Pranayama: siediti quietamente e fai alcune respirazioni profonde. Poi, secondo la tua Prakruti: se sei Vata per te sono adatti Nadishuddhi e Bramma shuddhi; se sei Pita per te è adatto Sittali, che rinfresca; se sei Kapa per te sono adatti Agnisara, Bastrika e Bramma shuddhi.
Pratica poi la Meditazione per almeno 20 minuti. È importante meditare mattina e sera per almeno 20 minuti. Medita nel modo in cui sei abituato, o prova la tecnica NYM (Mantra-Yantra-Mandala). La Meditazione porta equilibrio e pace nella tua vita.

Qual è il tuo compito?
Dopo la meditazione pensa al tuo compito della giornata: cosa devo fare? Comprendi il dovere che deve essere fatto e poi fatti una promessa da mantenere nell’arco della giornata: non mi arrabbio, perdono, mi controllo, non mi stanco, sono contento, conservo la pace, osservo il silenzio, ho fiducia…

Masticare
Prima della colazione mastica una manciata di semi di sesamo che fortifica gengive e denti. Dopo la colazione mastica 3-5 datteri essiccati e un pollice di polpa di cocco. Masticare questi alimenti la mattina favorisce il fegato e lo stomaco e migliora fuoco digestivo.

Colazione
La mattina è il tempo adatto a eliminare le scorie, è meglio quindi fare colazione almeno un’ora e mezza dopo essersi alzati da letto. Il pasto dovrebbe essere leggero nei mesi caldi o se il tuo Agni è basso, o se hai il raffreddore. La colazione varia a seconda dei Dosha: le persone Vata devono fare una colazione con qualità oleosa, per loro andrà bene pane tostato con Ghi Gruta e Parupu Podi (polvere di proteine vegetali fatta con 5 tipi di legumi insieme a spezie) e latte caldo e cardamomo. Per le persone Pita la colazione più adatta è pane tostato con marmellata e latte e cardamomo. Per le persone Kapa andrà bene una tazza di Sukkunir con latte caldo, se gradite dolcificato con miele.

Lavoro
Pensa al tuo lavoro come a un dovere dato da Dio. Gestisci al meglio il tuo compito. Che sia poco o tanto, gestiscilo in ogni caso con il cuore e con l’anima. Impara a gestire l’arco della giornata saggiamente. Lascia andare via ciò che è male… mentre proteggi il bene in te e rallegra il tuo giorno con la pace.

Pasti
Colazione dopo 1 ora ½ dalla sveglia e prima delle 8 di mattina, possibilmente a base di bevande, o comunque leggera.
Pranzo a mezzogiorno. Il principale pasto con proteine deve essere a pranzo.
Cena alle 8. Il pasto deve contenere amido e verdure cotte.
Frutta come merenda.

Sonno
Dormire è un dovere. Vai a letto presto dopo aver digerito la cena. Risvegliati con l’aurora. Se sei stanco o in tensione o confuso, fai una doccia prima di dormire.

Orario quotidiano appropriato per ogni Dosha:

Dosha Ora per andare a letto Ore di sonno Risveglio Posizione per dormire
VATA 11.30 6 05.30 Sul lato sinistro
PITA 11.00 7 06.00 Sul lato destro
KAPA 10.30 8 06.30 Sulla schiena


RATRICHARYA – LE REGOLE NOTTURNE
Le regole serali e notturne (Ratricharya) comprendono prima dell’ultimo pasto un massaggio della schiena usando Pinda o Vata tailam, seguito da un bagno caldo, per eliminare la fatica accumulata durante il giorno, per pulire il corpo e per migliorare l’appetito. Prima di andare a letto si dovrebbero massaggiare i piedi con Sandana Tailam e compiere un'autoanalisi critica della propria condotta durante la giornata.

RUTUCHARYA - REGIME DELLE STAGIONI
Sappiamo che il cambiamento di stagione provoca mutamenti atmosferici. Questi mutamenti atmosferici influenzano tutti gli esseri viventi. Alcuni cambiamenti sono benefici mentre altri sono nocivi. Per poter trarre il massimo beneficio dagli influssi benefici ed essere protetti da quelli nocivi, l’Ayurveda elenca regole precise che formano il cosiddetto “regime stagionale”: esso comprende dieta, comportamento e vari rimedi.
I mutamenti climatici, come l'aumento (Uttrayana) o la diminuzione (Daxidayana) del calore, sono uno stimolo a cui tutti gli esseri viventi vengono sottoposti. Durante il periodo caldo gli esseri viventi perdono energia, che recuperano durante il periodo freddo. Per compensare il diverso stimolo che crea cambiamenti nei Dosha, è essenziale modificare il modello di risposta adeguando la dieta, le abitudini e la routine al nuovo clima. Questo è il regime stagionale.

UTTRAYANA comprende tre periodi:
inverno secco (gennaio e febbraio - Sisira) con Vata e Kapa dominanti;
primavera (marzo e aprile - Vasanta) con Kapa dominante;
estate secca (maggio e giugno - Grishma) con Pita e Vata dominante.

DAXINAYANA comprende tre periodi:
estate umida (luglio e agosto - Varsha) con Pita dominante;
autunno (settembre e ottobre - Sharad) con Vata e Kapa dominanti;
inverno umido (novembre e dicembre - Hemanda) con Kapa e Vata dominanti.

Durante l’inverno, a causa del freddo il corpo si contrae; è bene quindi praticare sport, mangiare cibo proteico di gusto dolce e coprirsi di abiti per aumentare il calore.
In primavera è bene assumere cibi leggeri di gusto amaro ed eseguire una disintossicazione.
Durante l’estate il calore aumenta ed è pertanto consigliato rinfrescare il corpo riducendo l’attività fisica, evitando cibi caldi e pesanti, alcool e gusti pungenti, salati e aspri.
In autunno è bene mangiare cibo più oleoso ed umido ed eseguire una disintossicazione.

Niente è sbagliato
Tutto è verità
Tutto è già stabilito
Conosco nulla
Sono fermo.

 




PRAKRUTI
LA COSTITUZIONE INDIVIDUALE

 

Maestro Swami Joythimayananda

Ashram Joytinat, Via Ripa 24 - 60013 Corinaldo (AN). Tel e Fax 071/679032


Cosa intendiamo per “costituzione individuale”?
Perché una persona è obesa mentre un'altra è anoressica? Una si arrabbia facilmente, un'altra si agita e un'altra ancora mantiene sempre la tranquillità e la calma?
Un individuo di costituzione magra mangia tanto ma non riesce ad aumentare di peso mentre un'altro di costituzione grossa che mangia poco, al sol pensiero di cibo, aumenta di un Kg.
Una persona sente un'eccessiva fame mentre un'altra ha poco appetito; una digerisce velocemente e un'altra molto lentamente; una dorme profondamente e un'altra ha il sonno leggero.
Perché tutte queste diversità? Sono le diverse nature immutabili che portano alla nascita dell'individuo.
Queste caratteristiche particolari, secondo l'Ayurveda, sono dovute alle “costituzioni individuali”, cioè Prakruti. Cosa significa questa parola? Analizziamo questo termine appartenente all’antica lingua sanscrita. "Prakruti" è il risultato dell’unione di due parole: è composta dal prefisso “Pra”, ovvero l’“origine” che arriva dal “Purusha”, e dal suffisso “kruti”, esprimente l’azione, e perciò anche il flusso, il movimento.
Prakruti contiene tutti i caratteri immutabili con cui noi nasciamo, che si esprimono mediante i principi dei Tridosha: Vata, Pita e Kapa. Ma durante il nostro flusso della vita noi attraversiamo diverse fasi; queste fasi della vita influenzano la Prakruti: l'età, le stagioni, il luogo, il nutrimento, gli amici etc etc influenzano l'individuo. Il risultato di queste influenze non è il carattere originale della persona ma un semplice adattamento, secondo l'Ayurveda, un'alterazione chiamata Vikurti.
Lo scopo di questo articolo è di aiutare i lettori a mantenere la vera natura di sé (Prakurti) e correggere, attraverso una corretta alimentazione, la Vikurti.
Perciò, per riuscire a vivere in modo equilibrato dobbiamo essere in grado di conoscere e capire la costituzione d’ognuno di noi. Solo in questo modo possiamo mantenere il nostro benessere interiore ed esteriore. La nostra costituzione contiene le informazioni essenziali, paragonabili al DNA. Queste informazioni genetiche determinano la nostra personalità che, nell'Ayurveda, giungiamo a comprendere attraverso l'analisi dei principi Tridosha. Vata si identifica con tutti i movimenti, Pita con tutte le trasformazioni e Kapa con la coesione della struttura fisica. I Tridosha interagiscono tra loro secondo i principi di “Uno è in tutto e Tutto è in uno”: il microcosmo nasconde il macrocosmo e il macrocosmo nasconde il microcosmo. Solo quando riusciamo ad essere coscienti della nostra costituzione possiamo aiutare noi stessi a vivere armoniosamente nella vita quotidiana.
Per capire a quale tipo di costituzione apparteniamo, non dobbiamo fare granché. Non ci occorrono esami particolari, non dobbiamo sottoporci a radiografie, né ad esami di laboratorio. Nulla di tutto questo. Dobbiamo, invece, impegnarci in un esercizio in cui non siamo abituati: osservare noi stessi. Dobbiamo forse metterci allo specchio? Osservarci per scoprirci “belli” e gradevoli? No, non dobbiamo scoprire nuove rughe o foruncoli, ma semplicemente osservare con attenzione in che modo ci comportiamo durante la giornata. Ci dobbiamo chiedere: “Chi sono Io? Come esisto? Da dove vengo? Perché sono qui? Cosa sto facendo? Perché lo faccio? Dove e come finirò?".
Senza esprimere dei giudizi, né autocriticandoci né autocompiacendoci; facciamo invece in modo d’essere dei costanti osservatori di noi stessi, spettatori del ritmo di svolgimento del nostro vivere quotidiano. Analizziamo piuttosto la qualità del nostro "flusso", vale a dire teniamo sotto osservazione il susseguirsi dei nostri pensieri ed il sopraggiungere d’emozioni imminenti, teniamo sott’occhio ogni piccolo atto, qualsiasi nostra azione, anche piccola. I nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri comportamenti, concorrono globalmente a determinare quello che vorremmo che fosse il "normale funzionamento" dei nostri processi fisici e psichici. Anche la nostra "struttura" fisica fornisce una precisa indicazione per capire la nostra tipologia. Attraverso questo studio attento saremo in grado di classificare la nostra persona a seconda della dominanza di uno o più Dosha, da cui derivano 28000 e oltre possibili combinazioni. Ma in questo testo classificherò solo dieci di queste combinazioni partendo dalle tre principali: Vata, Pita e Kapa.
● Vata o Pita o Kapa puri non sono possibili perché ogni individuo ha in sé tutti e tre i Dosha combinati in diverse proporzioni. Queste diverse cobinazioni rendono le persone diverse le une dalle altre. Ma nel caso in cui uno dei Dosha sia al 50% o più, lo si può definire puro.
● Sono molto comuni, invece, le combinazioni di due Dosha: Vata + Pita; Pita + Vata; Vata + Kapa; Kapa + Vata; Pita + Kapa; Kapa + Pita.
● E' rarissima invece la combinazione in equilibrio di tutti e tre i Dosha: Vata + Pita + Kapa.

I Tridosha esercitano un ruolo molto rilevante su ogni aspetto della nostra vita. La comprensione dei nostri Dosha si rivela di fondamentale importanza per vivere la vita in buona salute. E, a partire dall’influsso sulla nostra mente, i Dosha sono in grado di determinare le propensioni agli squilibri, ed ai conseguenti stati patologici, condizionando perciò la salute dell’individuo e la sua suscettibilità alle malattie.
Difficilmente la persona dominata prevalentemente da un solo Dosha riesce a trovarsi in una condizione di equilibrio, anzi, più facilmente finirà per subire gli effetti sfavorevoli del suo Dosha dominante. Ad esempio un'individuo con prevalenza di Vata sarà facilmente soggetto a squilibri di Vata ma sarà anche facile da curare usando i suoi Dosha antagonisti: Pita e Kapa.
Tuttavia, se da un lato chi è dominato dalla combinazione di due Dosha, per esempio Vata + Pita o Vata + Kapa, ha scarse possibilità di subirne gli effetti dannosi, per una serie di fattori, allorché questi dovessero squilibrarsi e manifestare dei disturbi andrebbero incontro ad una situazione più faticosa da curare. Ad esempio, prendendo in considerazione un individuo Vata e Pita, quando Vata è squilibrato lo si cura con i principi di Pita, ma così facendo c'è il rschio di aumentare Pita.
Certo, la situazione ottimale è rappresentata da quella in cui tutti e tre i Dosha controllano equilibratamente la persona, in questo caso è ancor più difficile ammalarsi. Ma, se non si dovesse star bene, sarà ancora più malagevole guarire.


Perché individuare la Prakruti?
Per:
1. Conoscere noi stessi.
2. Gestire in modo migliore l'arco della giornata.
3. Individuare ed indirizzare i nostri pensieri ed emozioni.
4. Realizzare i nostri comportamenti in modo più adeguato.
5. Seguire una corretta dieta secondo il nostro fabbisogno.
6. Affrontare l'influsso delle stagioni, luogo, età...
7. Comportarsi in modo giusto per prevenire le malattie.
8. Riequilibrare la nostra situazione prima che degeneri in una malattia.
9. Curare la malattia in modo adeguato.
10. Assumere i medicamenti in modo corretto.

VATA Dosha è combinato da elementi di spazio e aria, governa la respirazione, la circolazione, l'escrezione, il sistema nervoso e la psiche. L’individuo di costituzione Vata, dal momento che la sua muscolatura non appare in genere decisamente sviluppata, si rivela comunemente come una figura asciutta e minuta dalla carnagione tendenzialmente scura, in quanto specchio delle preoccupazioni in cui vive. Stiamo disegnando una personalità assolutamente dinamica, in cui l’udito ed il tatto sono dominanti sugli altri sensi, che s’elettrizza facilmente (ma che con la stessa velocità può deprimersi), che non disdegna le situazioni piene d’imprevisti: è attiva e continuamente in movimento. Nondimeno, questa esuberante vitalità ha scarsa durata, s’esaurisce in tempi brevi. Proprio per questa ragione il suo umore si può dimostrare variabile, incline alla malinconia. Ma non dobbiamo farci ingannare dalle apparenze, abbiamo di fronte una personalità sincera, disponibile, che intrattiene agevolmente rapporti con gli altri, contraddistinta da un’intelligenza flessibile e veloce, che dimostra delle acute capacità di pensiero immaginativo, pur senza spiccare per la gran memoria. Il tipo Vata non rifugge affatto dalle argomentazioni filosofiche, rimane affascinato dalla spiritualità, senza disdegnare, ovviamente, i cambiamenti: è spesso un amante dei viaggi e delle nuove scoperte. Non è difficile rendersi conto delle volte in cui la personalità Vata esce dal suo contesto d’equilibrio: lo rivela già dal suo aspetto esteriore. Vediamo allora che la sua cute può farsi prevalentemente secca, tende a screpolarsi, le masse muscolari perdono di tonicità e tendono ad inflaccidire. Dentro di sé non è affatto tranquillo: cade facilmente in preda a paure e ad eccessive preoccupazioni, in sostanza, si rivela come un soggetto inequivocabilmente ansioso. Perciò ha difficoltà nel mantenere l’autocontrollo, è disordinato ed irregolare, spesso finisce per essere in balia di dubbi ed indecisioni, e fatica non poco a concentrarsi. Parla molto e dorme poco. Tutto ciò lo porta ad una scarsa capacità di concretizzare le proprie idee.


PITA Dosha è combinato da elementi di fuoco e acqua, è l’energia di trasformazione, nutre i tessuti trattenendo il calore (una sua caratteristica sono le mani calde); presiede all'assimilazione dei principi attivi, è l’energia della digestione (quindi è responsabile sia della fame che della sete), controlla il sistema endocrino, l’apparato visivo e quello digestivo, conferisce intelligenza, coraggio e valore. La personalità di tipo Pita rivela un aspetto elegante, di media corporatura, dalla cute calda tendente alla sudorazione, ben idratata e lentigginosa, con presenza di nei; è molto sensibile al sole, i capelli sono sottili e fragili. Il suo senso dominante è la vista. Questa personalità ambiziosa, amante della cultura, delle raffinatezze, è mossa da un’intelligenza brillante, acuta, creativa, critica, con buone capacità di pensiero logico, una salda memoria, che gli permette di concentrarsi a lungo. Si dimostra un carattere brioso ma suscettibile, facile all’ira, che rapidamente scompare così com’era sorta, che non manca d’affezionarsi alle persone con cui intrattiene rapporti. Anche Pitta può facilmente cadere in preda alle preoccupazioni, e fatica non poco a dimostrarsi flessibile, anzi, il più delle volte non lo è affatto. Già osservando esteriormente la persona possiamo notare tutte le occasioni in cui il Pitta si rivela in squilibrio: lo svelano a livello cutaneo tutti quei disturbi irritativi che provocano arrossamento, prurito, foruncoli, orticaria, ittero. Ma non è tutto: potrà anche andare incontro, per il suo carattere tendenzialmente “rigido”, ad una particolare rigidità corporea. La sua digestione, già normalmente in eccesso in quanto specchio del suo accentuato metabolismo (proprio per questa ragione il tipo Pitta è solitamente di buon appetito senza correre il rischio d’ingrassare), manifesterà una quantità di disturbi conseguenti, in particolare, dell’iperacidità gastrica, quali, ad esempio: senso di bruciore e acidità gastrica, eruttazioni acide, dolori gastrici a stomaco vuoto prima ancora d’assumere i pasti. Proprio perché il suo organo dei sensi peculiare è la vista, scoprirà sgradevoli tutti gli ambienti con troppa o troppo poca luce: anzi non li potrà proprio tollerare! E' mosso dal bisogno d’esprimere comunque il proprio punto di vista, anche quando non desiderato. All’incapacità di concentrarsi si abbina l’impulso a voler ostentare comunque le proprie convinzioni. Proprio per questo suo temperamento impulsivo e rigido, potrà andare incontro a veri e propri blocchi mentali: pur sapendo, non interviene o non risponde. E’ il tipico caso di chi sa ma non dice. Proprio per l’accentuarsi della sua tendenza alla rigidità mentale, se in condizioni d’equilibrio, è incline a scusarsi d’ogni sua manchevolezza, nei casi in cui il Pitta Dosha sia disarmonico, si guarderà bene dall’ammettere i propri nei. Nelle situazioni di squilibrio, ci imbatteremo in una personalità tendenzialmente mediocre, insofferente, conflittuale, incerta, facilmente irascibile e diffidente.

KAPA Dosha è combinato da elementi di acqua e terra, rappresenta il Dosha che conferisce la struttura, elimina i corpi estranei, stabilizza, idrata e lubrifica, consolida le articolazioni, attiva le difese naturali organiche, apporta costanza e pazienza, stimolando la capacità d’affrontare positivamente le emozioni e lo stress psicofisico. La personalità di tipo Kapa tende ad essere robusta, con una muscolatura armonica e ben sviluppata; la cute è trofica e ben idratata, i capelli appaiono scuri e lucidi. Dimostra una buona capacità di resistenza fisica, mentre il suo senso dominante è il gusto. Evidenzia un carattere tranquillo, l’umore è stabile, flemmatico. E’ una persona ordinata, regolare e riservata. E’ molto paziente, generosa, sincera, non si arrabbia facilmente. Manifesta un’intelligenza lenta ma progressiva. Si distingue per l’ottima memoria e la profonda capacità di concentrarsi. Ama riposarsi a lungo e non è incline ai cambiamenti. Quando il Kapa Dosha è in eccesso, si rivela, a livello fisico, per la tendenza sia alla ritenzione idrica, vuoi diffusa (l’individuo assume uno strano aspetto gonfio), vuoi localizzata (sono tipici gli edemi agli arti, specie quelli inferiori), sia all’incremento dei tessuti adiposi. All’inverso, quando il Kapa Dosha è in difetto noteremo che, a livello fisico, le masse muscolari andranno incontro ad una perdita di tonicità.




DIETA AYURVEDICA PER I TRIDOSHA
Maestro Swami Joythimayananda

Ashram Joytinat, Via Ripa 24 - 60013 Corinaldo (AN). Tel e Fax 071/679032

Il seguente elenco riporta gli alimenti adatti secondo la costituzione dell’individuo.


VATA – Dieta pacificante
Passi da seguire per ristabilire l’equilibrio di Vata

Regime quotidiano

Indicato per persone che hanno disturbi di Vata e per chi ha una costituzione Vata dominante.

Ognuno dovrebbe seguire una routine giornaliera, ma questo è particolarmente importante per pacificare Vata dosha la cui caratteristica è l’instabilità. Se saltate i pasti, fate esercizio solo sporadicamente, andate a dormire a ore diverse ogni notte ed avete un riposo irregolare, il risultato sarà un ulteriore squilibrio di Vata. E’ particolarmente importante per voi stabilire delle abitudini giornaliere da seguire. La routine giornaliera suggerita dall’Ayurveda (Dinachariya) può essere utilizzata come guida per formularne una vostra personale. Più la seguirete, meglio vi sentirete.

Rilassamento
Quando Vata dosha è squilibrato, c’è la tendenza a spingere se stessi ancora più lontano ed eccedere oltre i propri limiti, comportamento che favorisce soltanto uno squilibrio sempre maggiore. Dovete prendervi del tempo per il riposo, il rilassamento ed il piacere per riacquistare l’energia che normalmente bruciate in fretta a causa del vostro entusiasmo. Cercate di coricarvi prima delle 22,00 ogni sera. La meditazione è particolarmente indicata per pacificare Vata dosha attraverso un profondo rilassamento. Molti altri benefici derivano dalla pratica giornaliera della meditazione. Un ciclo di tre Brhama Shuddi (respirazione) è adatto per mantenere la stabilità della costituzione Vata.

Calore
Vata ha la tendenza ad avere freddo, perciò viene pacificato dal caldo. Fate bagni o docce calde, fate in modo che l’ambiente in cui vivete non sia troppo freddo durante l’inverno, ed usate calore umido per calmare acciacchi e dolori.

Idratazione
Vata dosha tende ad essere secco, perciò viene pacificato dall’idratazione. Se vivete in un'area secca, usate un umidificatore nella vostra casa. Evitate di esporvi a correnti d’aria che hanno un effetto asciugante ed aggraverebbero Vata dosha. Bevete liquidi caldi in grande quantità durante il giorno. Vata tè è particolarmente indicato per pacificare Vata dosha. Bevete tè allo zenzero prima dei pasti per stimolare il vostro appetito.

Dieta
Mangiate ad intervalli regolari e fate 3 pasti al giorno. Vata dosha è aggravato se i pasti vengono ritardati o saltati. Carni molto ben cucinate e cibo facilmente digeribile sono le cose migliori per la digestione irregolare tipica di Vata dosha.
Essendo Vata un dosha freddo e secco, deve essere compensato assumendo cibi caldi, abbondanti e pacificanti come ad esempio: cibi umidi, zuppe calde, stufati, cereali caldi, latte caldo, tè a base di erbe, pane fresco e torte calde a base di frutta, cibi particolarmente indicati nel periodo invernale. E’ inoltre adatto per voi mangiare frutta dolce come uva e mango. Lo yogurt dolcificato è un altro alimento che va bene.
Cibi freddi come insalate, bevande fredde, verdure crude e verdi non costituiscono un beneficio per la vostra particolare condizione.
Riducete frutti astringenti (mele), a meno che non siano cotte, e non mangiate frutta acerba.
Di seguito troverete la lista di alimenti Vata pacificanti che dovrete preferire, e cibi Vata aggravanti che dovrete limitare o eliminare per ristabilire o mantenere l’equilibrio di Vata. Per pacificare Vata dosha potete anche usare una spruzzatina di polvere Vata sui cibi; è inoltre importante che il pranzo venga consumato in un’atmosfera calma e rilassata, al contrario una situazione spiacevole causa lo squilibrio di Vata.

Riduzione dello stress
Cercate di mantenere intorno a voi un ambiente tranquillo, evitando troppi stimoli o sforzi mentali. Fate il possibile per strutturare la vostra vita in modo da ridurre il più possibile lo stress. Rendete il vostro ambiente luminoso, sereno, allegro. Frequentate gente allegra ed evitate il contatto con persone negative. Leggete libri umoristici e intrattenetevi con attività allegre (abolite film violenti, film horror, ecc…).

Abyangam
Massaggiate il vostro corpo al mattino con olio Vata o Pinda tailam, che pacifica Vata dosha, e fate in modo che questo gesto diventi un’abitudine quotidiana. Di seguito troverete un elenco di oli essenziali Vata pacificanti con aromi caldi, dolci, aspri che, se volete, possono essere mescolati con il vostro olio base.
Fate riferimento al libro Abyangam del Maestro Swami Joythimayananda.

Colori
I colori trasmettono vibrazioni energetiche che possono pacificare, guarire o aggravare i dosha. E’ possibile che proviate emozioni causate da certi colori. Colori caldi come rosso, giallo ed arancione calmano Vata. Il bianco ha un effetto purificante. Nero, marrone e le tonalità di grigio non sono adatte alle vostre condizioni.

Aromi

Gli aromi vengono utilizzati per pacificare lo squilibrio dei dosha e ripristinare l’equilibrio. Questa terapia utilizza gli olii essenziali, caratterizzati da estrema volatilità, estratti dalle piante grazie all’energia del sole. Sono l’origine delle fragranze di frutti, foglie, erbe, spezie e legni aromatici. Alcuni olii essenziali racchiudono ampie potenzialità curative per il miglioramento della salute, il ripristino dell’equilibrio e la regolazione delle funzioni mentali. Vata è bilanciato da aromi caldi, dolci ed aspri come: basilico, cedro, cannella, chiodi di garofano, geranio, gelsomino, ginepro, lavanda, mirra, muschio, arancia, rosa, salvia e spezie.

Gusti
In base all’Ayurveda, il gusto di un cibo contiene l’indicazione delle sue proprietà. Potete comprendere gli effetti che un cibo avrà sul vostro corpo attraverso i “rasas” (termine sanscrito che significa "gusto" ma anche "essenza"). L’Ayurveda riconosce sei gusti primari: dolce, aspro, salato, pungente, amaro ed astringente. Preferite cibi naturali con gusto dolce, salato o aspro che tende a pacificare Vata dosha. Vata viene aggravato dai gusti pungenti, amari e astringenti.

Verdure

Preferite carciofi, asparagi, barbabietole, carote, cetrioli, aglio, fagioli verdi cotti, ocra, cipolle, rafano cotto, patate dolci, rape, crescione, igname.

Riducete o abolite broccoli, cavolini di Bruxelles, verza, cavolfiore, sedano, melanzane, verdure a foglia verde, funghi, patate, germogli. Se desiderate mangiare queste verdure, cucinatele con olio che aiuta a calmare la secchezza di Vata.
Frutta
Preferite albicocche, avocado, banane, ciliegie, cocco, datteri, fichi, uva, limoni, lime, mango, meloni, pesche noce, arance, papaia, pesche, ananas, prugne, lamponi, frutta cotta, fragole.
Riducete o abolite mele, mirtilli rossi, pere, melograno, frutta secca, frutta acerba.
Cereali
Preferite riso basmati, avena cucinata, cuscus, riso, frumento.
Riducete o abolite orzo, grano saraceno, mais, avana cruda, lenticchie, miglio, soia verde.
Latticini
Tutti i latticini sono consentiti.
Proteine
Preferite pollo, uova, pesce, tacchino. Riducete o abolite tutte le carni rosse.
Legumi
Preferite piselli, soia verde, lenticchie rosse. Riducete o abolite tutti gli altri legumi.
Olii
Usate preferibilmente l’olio di oliva o di sesamo, ma anche gli altri oli spremuti a freddo sono consentiti.
Dolcificante
Preferite i seguenti dolcificanti, anche se tutti sono consentiti: zucchero di canna, melassa, sciroppo d’acero.
Frutta secca e semi
Preferite gli anacardi, le mandorle, ma potete consumare anche tutti gli altri tipi di frutta secca, con predominanza di quella dolce.
Spezie
Praticamente tutte le spezie possono essere usate con moderazione, meglio però preferire erbe e spezie dolci e riscaldanti: pepe bianco, anice, assafetida, basilico, alloro, pepe nero, cumino, cardamomo, cannella, chiodi di garofano, finocchio, zenzero, rafano, bacche di ginepro, radice di liquirizia, maggiorana, senape, noce moscata, origano, salvia, sale marino, dragoncello, timo, rosmarino, melissa, zafferano.

Riducete semi di coriandolo, prezzemolo. Masala Vata contiene una miscela di spezie riscaldanti perciò è adatta a persone con predominanza Vata.
Bevande
Shanti tè caldo (1,5 litri al dì) è ideale. Inoltre sono adatti succhi di frutta, tè speziati come Sukkunir, latte caldo con cardamomo, acqua calda.



PITTA – Dieta pacificante
Passi da seguire per ristabilire l’equilibrio di Pitta

Moderazione
Pitta è un dosha intenso, quindi viene pacificato dalla moderazione. L’intensa e ardente energia di Pitta può bruciarvi se ne abusate. Quando Pitta è aggravato, ci può essere la tendenza a spingere troppo, diventare iperproduttivi e portare voi stessi a terra. Per questo dovete moderarvi in tutto ciò che fate e preservare la vostra vita nella prospettiva del futuro. Non abusate della vostra salute.

Calore
Pitta è un dosha con tendenza al caldo, quindi viene pacificato dal freddo. Fate in modo che l’ambiente in cui vivete non sia troppo caldo. Evitate bagni o docce calde. Bevete liquidi in grande quantità durante le stagioni calde per sostituire i fluidi che perdete con la traspirazione. Bevande fresche e dolci sono preferibili mentre quelle aspre aggravano Pitta. Evitate bevande fredde perché spengono il fuoco digestivo (Agni).

Abyangam
Massaggiate il vostro corpo e soprattutto la testa con olio Pitta, che pacifica Pitta dosha, e mettete regolarmente gocce di olio Netra tailam negli occhi. Fate riferimento ai libri Abyangam e Curarsi con l'Ayurveda del Maestro Swami Joythimayananda.

Riposo
Quando Pitta è squilibrato, c’è la tendenza a sforzare le proprie energie eccessivamente, ma ciò non fa altro che aggravare ulteriormente Pitta. Prendete tempo per riposare e rilassarvi per rifocillare la vostra energia così da non bruciare tutta la sua intensità. Ritagliatevi del tempo libero per attività di intrattenimento che vi tirino su. Cercate di andare a letto tutte le sere prima delle 22,00. La meditazione favorisce la pacificazione di Pitta attraverso un profondo rilassamento ed aiuta a ristabilire l’equilibrio interiore.

Godere della bellezza
Prendetevi del tempo per godere della bellezza della natura. Questo aiuterà a pacificare Pitta. Imparate a respirare nella bellezza dell’alba, del tramonto, di belle cascate, delle montagne, delle nuvole e del cielo notturno. Un bel panorama naturale pacifica Pitta.

Dieta
Mangiate ad intervalli regolari ed assumete 3 pasti moderati (circa due pugni di cibo) al giorno. Evitate di saltare i pasti o mangiare troppo. Riducete o abolite sostanze eccitanti come alcol e caffeina. Evitate il più possibile impurità in cibi ed acqua. Mangiate cibi freschi, che pacifichino un dosha caldo come Pitta, quali cereali freddi, latte, gelato, cibi amidacei (verdure, cereali e fagioli), soprattutto in estate.
Sono inoltre adatti tè alle erbe come menta e liquirizia o tè specifici che pacifichino Pitta. Non sono invece molto adatti tutti i cibi che scaldano il corpo (sale, cibi fritti, cibi pesanti, spezie) o che lo inaspriscono (sottaceti, yogurt, creme acide, formaggio), cibi fermentati, alcol e caffè. Cibi veloci o trattati industrialmente dovrebbero essere ridotti o eliminati dalla dieta. Fate attenzione a non mangiare troppi alimenti con gusti aspri e troppo speziati, che non farebbero altro che aggravare Pitta. Cibi con gusti dolci, amari e astringenti, sono i migliori per Pitta. Di seguito troverete la lista di cibi Pitta pacificanti, divisi per gruppo di alimenti, che dovreste preferire, e di cibi Pitta aggravanti, che dovreste invece evitare o abolire per bilanciare lo squilibrio di Pitta. Una spruzzata di Masala Pitta sopra i vostri cibi è di aiuto per pacificare questo dosha. Una dieta Pitta pacificante è particolarmente adatta se soffrite di disturbi tipici dello squilibrio Pitta come: irritabilità, impazienza, rabbia, risentimento, ostilità o autocritica.

Colori
I colori trasmettono vibrazioni energetiche che possono pacificare, guarire o aggravare i dosha. E’ possibile che proviate emozioni causate da certi colori. Colori freddi, come blu e verde, pacificano Pitta che è un dosha caldo. Il bianco ha un effetto purificante. I colori intensi aggravano Pitta.
Il colore nero non è molto nutriente per la vostra condizione.

Aromi
Gli aromi vengono utilizzati per pacificare lo squilibrio dei dosha e ripristinare l’equilibrio. Questa terapia utilizza gli olii essenziali, caratterizzati da estrema volatilità, estratti dalle piante grazie all’energia del sole. Sono l’origine delle fragranze di frutti, foglie, erbe, spezie e legni aromatici. Alcuni olii essenziali racchiudono ampie potenzialità curative per il miglioramento della salute, il ripristino dell’equilibrio e la regolazione delle funzioni mentali. Pitta è bilanciato da aromi dolci e freschi come: loto, menta, rosa e sandalo.

Gusti
In base all’Ayurveda, il gusto di un cibo contiene l’indicazione delle sue proprietà. Potete comprendere gli effetti che un cibo avrà sul vostro corpo attraverso i “rasas” (termine sanscrito che significa "gusto" ma anche "essenza"). L’Ayurveda riconosce sei gusti primari: dolce, aspro, salato, pungente, amaro ed astringente. Preferite cibi naturali con gusto dolce, amaro o astringente, che tendono a pacificare Pitta dosha che viene invece aggravato dai gusti pungenti, salati e acidi.
Verdure
Preferite asparagi, broccoli, cavolini di Bruxelles, crauti, cavolfiori, sedano, cetriolo, fagioli verdi, verdure a foglia verde, lattuga, funghi, ocra, piselli, patate, germogli, peperoni dolci, patate dolci, zucchine.
Riducete o evitate barbabietole, carote, melanzane, aglio, peperoni piccanti, cipolle, pastinaca, ravanelli, spinaci, pomodori.
Frutta
Preferite i seguenti frutti purché siano dolci e maturi: mele, avocado, ciliegie, cocco, datteri, fichi, uva rossa (non aspra), mango, meloni, arance (dolci, non aspre), pere, prugne, melograni, prugne secche, uva passa.
Riducete o eliminate albicocche, bacche, ciliegie (aspre), pompelmi, papaie, cachi.
Cereali
Preferite orzo, riso basmati, grano.
Riducete o eliminate riso scuro, mais, miglio, segale.
Latticini

Preferite Ghigruta, formaggio fresco, crema, albume, gelato, latte. Riducete formaggio stagionato, tuorlo, yogurt.

Carni
Preferite pollo, tacchino.
Riducete gamberetti, carni rosse, pesce e frutti di mare.
Legumi
Preferite piselli, soia verde. Riducete gli altri legumi.
Olii
Usate i seguenti olii esclusivamente in quantità limitate: cocco, oliva, girasole. Riducete l’olio di senape.
Dolcificanti
Tutti i dolcificanti naturali sono ammessi, tranne il miele e la melassa.
Frutta secca e semi
Riducete tutta la frutta secca tranne: mandorle, anacardi, cocco, semi di zucca, semi di girasole.
Spezie
Evitate tutte le spezie con gusti pungenti, mentre quelle dolci, amare ed astringenti sono accettabili in piccole quantità: basilico, cardamomo, semi di coriandolo, finocchio, menta, noce moscata, zafferano, curcuma. Da ridurre spezie acide e pungenti quali: salsa barbecue, ketchup, senape, maionese, salamoia, sale, condimenti aspri, aceto. Masala Pitta contiene una miscela di spezie rinfrescanti perciò è adatta per persone con predominanza Pitta.
Bevande
L’ideale è bere almeno 1,5 litri al giorno di Shanti tè fresco, sono adatti inoltre acqua fresca, tè all’ibisco, tè alla menta e succhi dolci.


KAPA – Dieta pacificante
Passi da seguire per ristabilire l’equilibrio di Kapa

Stimolazione

Quando Kapa è squilibrato c’è la tendenza al letargo. Dovete fare uno sforzo particolare per intraprendere attività stimolanti ed evitare stagnazioni che potrebbero portare alla depressione. Cercate di fare nuove esperienze e frequentare nuovi amici. Ricordate che la varietà è il sale della vita.

Calore

Kapa è un dosha con tendenza al freddo, quindi viene pacificato dal calore. Fate in modo che l’ambiente in cui vivete non sia troppo freddo in inverno. Fate bagni o docce calde. Preferite il calore asciutto se soffrite di congestione. Cercate di evitare l’aria fredda invernale senza protezione appropriata. Favorite l’assunzione di fluidi caldi rispetto a quelli freddi. Evitate l’umidità che aggrava Kapa.

Esercizio
Fate dell’esercizio una vostra abitudine quotidiana per stimolare la circolazione, eliminare le tossine dal vostro corpo e pacificare Kapa dosha. Scegliete esercizi adatti alla vostra tipologia fisica. Il saluto al Sole, ripetuto per dodici volte, è ideale per tenere in forma Kapa.

Abyangam
Fate massaggi asciutti con Kapa Podi per stimolare la circolazione. Essendo Kapa un dosha untuoso, il massaggio asciutto è consigliabile per pacificare Kapa rispetto al massaggio con olii. Usando l’olio è preferibile usare Kapa tailam che ha proprietà di sciogliere e drenare. E’ anche possibile utilizzare Kapa crema. Dedicate circa venti minuti al giorno a fare un massaggio veloce su tutto il corpo. Fate riferimento ai libri Abyangam e Curarsi con l'Ayurveda del Maestro Swami Joythiyamananda.

Dieta
Evitate di mangiare troppo. L’Ayurveda raccomanda due pugni di cibo ad ogni pasto. Bevete tè caldo allo zenzero prima dei pasti per stimolare il gusto. Se soffrite di congestione preferite cibi asciutti o astringenti e riducete cibi che inducono la formazione di muco, come latte e gelato. Riducete zucchero raffinato e dolci pesanti. Miele crudo e frutta dolce possono essere usati in sostituzione dei dolci per soddisfarne il desiderio. Seguite una dieta Kapa pacificante. Essendo Kapa un dosha con tendenza ad essere pesante e freddo, viene calmato da cibi leggeri e caldi. Per sentirsi leggeri, energici ed allegri, preferite pasti piccoli e leggeri a colazione e cena, cibi cucinati con leggerezza, insalate, frutta cruda e verdura. I cibi speziati aiuteranno la digestione e favoriranno il flusso delle membrane mucose (specialmente in inverno). I cibi amari ed astringenti serviranno ad appagare l’appetito evitandovi di mangiare troppo. Cereali freddi, succhi freddi, latte e paste zuccherate tendono a congestionare Kapa. Pancetta e salsicce aggravano Kapa a causa di sale ed olio. Cibi molto fritti, burro, formaggio e gelati dovrebbero essere ridotti. I pasti serviti nei fast food sono troppo unti, salati e dolci. Meglio consumare pasti a base di insalate (con poco condimento). Preferite piccole porzioni di torte alla frutta al posto di dessert molto ricchi. Di seguito troverete la lista di cibi Kapa pacificanti, divisi per gruppo di alimenti, che dovreste preferire, e di quelli Kapa aggravanti, che dovreste invece evitare per mantenere o ritrovare l’equilibrio di Kapa dosha. Una spruzzata di Masala Kapa sopra i vostri cibi è di aiuto per pacificare questo dosha. Questa dieta vi darà particolari benefici se soffrite di sintomi tipici dello squilibrio Kapa come la depressione.

Colori

I colori trasmettono vibrazioni energetiche che possono pacificare, guarire o aggravare i dosha. E’ possibile che proviate emozioni provocate da certi colori. Colori caldi come rosso e giallo pacificano Kapa, che è un dosha con tendenza al freddo. Colori ricchi come viola e oro sono adatti a Kapa dosha. Bianco e tonalità pastello di blu, verde o rosa non sono molto nutrienti per la vostra condizione.

Aromi
Gli aromi vengono utilizzati per pacificare lo squilibrio dei dosha e ripristinare l’equilibrio. Questa terapia utilizza gli olii essenziali, caratterizzati da estrema volatilità, estratti dalle piante grazie all’energia del sole. Sono l’origine delle fragranze di frutti, foglie, erbe, spezie e legni aromatici. Alcuni olii essenziali racchiudono ampie potenzialità curative per il miglioramento della salute, il ripristino dell’equilibrio e la regolazione delle funzioni mentali. Kapa è bilanciato da aromi caldi come: basilico, chiodi di garofano, eucalipto, incenso, ginepro, limone, salvia, maggiorana, menta piperita, mirra, muschio, canfora e rosmarino.

Gusti
In base all’Ayurveda, il gusto di un cibo contiene l’indicazione delle sue proprietà. Potete comprendere gli effetti che un cibo avrà sul vostro corpo attraverso i “rasas” (termine sanscrito che significa "gusto" ma anche "essenza"). L’Ayurveda riconosce sei gusti primari: dolce, aspro, salato, pungente, amaro ed astringente. Preferite cibi naturali con gusto pungente, amaro e astringente, che tendono a pacificare Kapa dosha. Kapa viene aggravato dai gusti dolci, salati e acidi.

Verdure
Preferite verdure crude e dure, peperoni verdi, verdure a foglia verde, lattuga, funghi, ocra, cipolle, piselli, peperoni, patate, ravanelli, spinaci, cavolini di Bruxelles, zucca, crescione. Riducete verdure dolci e succose quali cetrioli, patate dolci, pomodori, zucchine.
Frutta
Preferite mele, albicocche, mirtilli rossi, kiwi, pere, cachi, melograni, frutta secca.
Riducete la frutta dolce, acida o molto succosa come: avocado, banane, datteri, fichi freschi, pompelmi, uva, mango, meloni, arance, papaia, pesche, ananas, prugne.
Cereali
Preferite orzo, riso basmati, grano saraceno, mais, miglio, segale.
Riducete riso con amido, cereali cotti a vapore, come avena e frumento (solo piccole quantità).
Latticini
Ridurre al minimo il consumo di latticini.
Carni
Preferite pollo, gamberetti, tacchino.
Riducete o eliminate le carni rosse ed i frutti di mare.
Legumi
Preferite lenticchie, lima, soia.
Riducete o eliminate tutti i legumi tipo fagioli.
Olii
Preferite gli olii di mandorla, mais, senape, girasole.
Riducete o eliminate tutti gli altri.
Dolcificanti
Il miele grezzo e non caldo può essere usato come dolcificante, mentre tutti gli altri devono essere ridotti.
Frutta secca e semi
Frutta secca e semi che possono essere mangiati in piccole quantità: mandorle, mais, girasole. Riducete o eliminate tutti gli altri.
Spezie
Praticamente tutte le spezie possono essere usate, fatta eccezione per il sale. Masala Kapa contiene una miscela di spezie riscaldanti e drenanti perciò è adatta per persone con predominanza Kapa.
Bevande
Ideale è bere 1 tazza 3 volte al dì di Sukkunir che contiene numerose spezie riscaldanti e drenanti. Inoltre sono adatte bevande Rasam, speziate alla cannella, ai chiodi di garofano, allo zenzero, e acqua calda.






CONSIGLI PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE

 

Il nostro ciclo vitale può essere sintetizzato da questo principio:

“Siamo la terra, ci nutriamo dei suoi frutti e ritorniamo alla terra”.



Il nutrimento, secondo l’Ayurveda, è funzionale per permetterci di perpetuare questo ciclo. Il cibo di cui ci nutriamo non costituisce soltanto il nostro nutrimento fisico, il carburante per le nostre funzioni fisiche, ma è anche un degli strumenti per la purificazione e per l’eliminazione delle nostre scorie. La longevità, la perspicacia, l’intelligenza, la felicità, la soddisfazione e l’appagamento, la forza e l’intelligenza, dipendono tutti dal cibo”. Infatti, in sanscrito la parola che significa il cibo è annam che esprime: “ciò che germoglia dalla terra perché nutrito dalla pioggia, irrobustito dal fuoco del sole ed accarezzato dal respiro del vento.
Il momento centrale di questo processo è rappresentato dalla digestione. Perciò dovremo far attenzione che i cibi che scegliamo nell’arco della giornata abbiano le qualità nutritive richieste, e che contribuiscano, unitamente, ad esempio con un corretto apporto di spezie, per realizzare una buona digestione, con la conseguente adeguata eliminazione delle fibre indigerite. L’Ayurveda approfondisce l’analisi dell’alimentazione, attraverso la conoscenza degli elementi, dei gusti, dell’energia, della loro azione sul corpo, sulla mente, sullo spirito, in rapporto all’azione di quello che introduciamo nel nostro organismo. Perciò la vita è:

-ASSIMILAZIONE
- DIGESTIONE
- ELIMINAZIONE


I PRINCIPI DEGLI ELEMENTI
1. Il cibo, che nutre il nostro corpo, deriva da quegli stessi cinque elementi di cui tutti noi siamo composti: terra (prithvi), acqua (apas), fuoco (tejas - agni), aria (vayu) ed etere (akasha).
Questi cinque elementi di base, e, quindi componenti anche del cibo, una volta che hanno fatto ingresso nel nostro organismo, sono digeriti dai loro rispettivi enzimi (Bhutagni), e, dopo essere stati assimilati, sono convertiti nei vari tessuti.
Il nutrimento che ingeriamo è composto da proteine, grassi, carboidrati, vitamine, minerali e acqua, secondo la classificazione della medicina moderna. A seguito della digestione, il cibo viene suddiviso in amminoacidi e proteine, acidi grassi, amidi e zuccheri. Queste strutture molecolari di base, sono classificate dai medici ayurvedici nelle categorie di Vata, Pita e Kapa.
Quale rapporto esiste tra il cibo ed i cinque elementi di base?
Abbiamo appena detto che i cinque elementi di base entrano a far parte di qualsiasi alimento che assumiamo, ma, chiediamoci: in quale misura? Scopriamo, così, che in alcuni cibi è prevalente un elemento rispetto altri.
Vediamo alcuni esempi:

1. Nel riso e nel grano predomina l’elemento Terra.
2. Nel latte e nei succhi di frutta prevale l'elemento Acqua.
3. Nelle spezie, che stimolano vari enzimi, domina l'elemento Fuoco.
4. Nei germogli è prevalente l'elemento Aria.
5. Nel riso soffiato è dominante l’elemento Etere.

Ad esempio, se la nostra capacità digestiva fosse debole, è chiaro che la dobbiamo irrobustire. Come?
Per questo specifico scopo, in Medicina Ayurvedica utilizziamo le spezie. Perché? La ragione sta nel fatto che sono ricche dell'elemento Fuoco.
Se, ad esempio, dovessimo soffrire di ritenzione idrica, se notiamo le mani gonfie, se ci dovessimo sentire gonfi, se dovessimo notare la comparsa di edemi sul nostro corpo, come dovremmo comportarci? Sappiamo che, in questo caso, dobbiamo limitare al massimo l’assunzione di sale. Ci dovremo adattare ad una dieta insipida, o, perlomeno, pochissimo salata. Perché? La spiegazione risiede nel fatto che, in questo tipo di disturbi, l'elemento predominante è l'Acqua. Dal momento che il sale lo troviamo associato all’elemento acqua, dobbiamo evitarlo!
Se, per fare un altro esempio, dovessimo avvertire delle parti del nostro corpo infiammate, se percepissimo delle sensazioni di bruciore, cosa dobbiamo fare? Anche per questo caso abbiamo una risposta: dobbiamo incrementare l’introduzione nel nostro organismo di cibi ricchi dell’elemento Acqua, che contrasta la sensazione di bruciore dato dall’eccesso dell’elemento Fuoco. In questa evenienza la millenaria pratica dell’Ayurveda ci suggerisce d’assumere uva o melone. Questi frutti esercitano su di noi, infatti, un effetto calmante e rinfrescante, dovuto all’elemento Acqua, di cui sono ricchi.

Una volta assunto, il cibo subisce nel nostro corpo una serie di trasformazioni, funzionali alla sua assimilazione, il che sortisce il risultato finale di accrescere la qualità degli elementi: tutto ciò avviene nel processo digestivo.
L’importante è considerare la nostra dieta come uno dei più apprezzabili fattori d’equilibrio della nostra persona. Non siamo, infatti, composti solamente da una struttura fisica (il corpo), ma, anche, dalla mente e dallo spirito. La nostra è la via della ricerca dell’armonia della persona globale, per questo è importante non dimenticare che dobbiamo considerare l’individuo nel suo aspetto universale.
Abbiamo ora iniziato a capire che, per riequilibrare determinati disturbi, alcuni cibi sono più adatti rispetto ad altri. Per quale ragione? La risposta la troviamo nelle proprietà armonizzanti di certi alimenti, che, in alcuni casi, consiglieremo per accrescere gli elementi in difetto, viceversa, in altri casi, li raccomanderemo per contrastare quelli in eccesso.
Per questo motivo, ad esempio, ad una persona sotto peso, caldeggiamo i cibi in cui predominano gli elementi Terra e Acqua, proprietà queste che incrementano la massa corporea. In altre parole, consiglieremo a questa persona di nutrirsi, ad esempio, di riso, grano, ghi gruta (burro chiarificato), shatavari.
Al contrario, le sostanze con proprietà opposte, sortiscono l’effetto d’inibire gli elementi in eccesso, col risultato, sempre, di mantenere uno stato d’equilibrio.
Se dobbiamo venire in aiuto ad una persona con febbre, gli consiglieremmo d’assumere medicamenti come Musta e Loto, che esercitano prevalentemente un effetto stimolante sull’elemento Acqua, contrastando, così, l’innalzamento della temperatura prodotta dall’elemento Fuoco.
Cosa dobbiamo fare quando ci si presenta una persona obesa, con una notevole mole di tessuto adiposo, che accusa un’abbondanza di muco e catarro? Anche in questo caso si tratta di combattere gli elementi in sovrabbondanza! L’eccesso di muco è dovuto alla predominanza dei fattori Terra e Acqua, che dovremo inibire con alimenti che contengono prevalentemente gli elementi opponenti: Fuoco ed Aria. Quindi, allo scopo di favorire il ristabilirsi della condizione d’equilibrio perduto, almeno momentaneamente, dobbiamo assumere cibi o medicamenti caratterizzati dagli elementi Fuoco ed Aria. Questi li conosciamo bene, hanno un gusto amaro e pungente, come il pepe nero ed il pepe lungum.

Noi siamo ciò che mangiamo.
L’alimentazione influenza in modo positivo o negativo la nostra salute. Nella filosofia Vedica la mente (manomaya kosha) è considerata come l’essenza del cibo. Uddalaka Aruni, un famoso saggio affermava “Il cibo che assumiamo si divide in tre parti: quella grossolana forma gli escrementi, quella intermedia la massa corporea, quella sottile alimenta la mente”. (Chandogya Upanishad VI. 4.1.). Se “noi siamo ciò che mangiamo”, allora la nostra dieta può interferire con le nostre emozioni, e può predisporci a problemi sia psicologici sia fisici.
Durante ogni pasto, bisogna assumere il cibo in piccole quantità e secondo queste proporzioni:

½ CIBO SOLIDO,
¼ LIQUIDO
¼ VUOTO.

Un antico detto indiano si esprime in questo modo:
“Chi mangia una volta al giorno diventa uno Yoghi (la persona spirituale),
Chi mangia due volte al giorno diventa un Boghi (la persona felice),
Chi mangia tre volte al giorno diventa un Roghi (la persona malata)”.

L’influsso dei Dosha sulla digestione.
Dopo mangiato, il cibo passa attraverso tre fasi, tutte corrispondenti ai Dosha:
1° fase - nello stomaco – dove è dominante Kapa;
2° fase - nell’intestino - dove è dominante Pita;
3° fase - nel colon - dove è dominante Vata.


CONSIGLI PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE

1. Non facciamoci tentare dal cibo se non abbiamo fame: il nostro organismo non ne ha bisogno.
2. Scegliamo accuratamente il luogo adatto per consumare i nostri pasti: deve essere senz’altro un ambiente tranquillo. La tavola da pranzo deve essere pulita, così come le posate e gli utensili da cucina. L’ambiente e l’atmosfera nella sala da pranzo dovrebbero risultare gioiosi, puliti, allegri e profumati.
3. Controlliamo ogni nostro sentimento durante la giornata, in particolare quando siamo a tavola: lasciamo lontano da noi il pur minimo senso d’ansia, di preoccupazione e di rabbia.
4. Evitiamo il cibo che ci può causare flatulenza, quello stracotto o cotto troppo poco, disidratato (in polvere), dall’energia molto fredda, contaminato, troppo asciutto o viceversa inzuppato.
5. Evitiamo di mangiare troppo. Non dobbiamo toccare alcun alimento se non abbiamo digerito il cibo del pasto precedente.
6. Non assumiamo cibo nei momenti sbagliati della giornata: o di mattino troppo presto, o la sera troppo tardi.
7. Non farsi prendere dalla gola significa anche non cadere nella trappola di concedersi uno spuntino tra un pasto e l’altro.
8. Assumiamo solo gli alimenti compatibili tra loro.
9. Privilegiamo i cibi caldi, ma non bollenti, che stimolane la digestione. Non dobbiamo dimentichiamoci d’assumere quotidianamente alcuni cibi fondamentali, come, ad esempio: riso, grano, latte, limone o Amla, soia verde, Virya, ghi gruta.
10. Usiamo sale di miniera al posto del sale marino.
11. E’ sempre meglio preparare il nostro cibo nelle debite quantità, evitando quindi in partenza di trovarci con una notevole quantità d’avanzi da conservare.
12. Anche se lo troviamo gustoso, non rimpinziamoci di troppo cibo gradevole ma pesante.
13. Con le bevande calde non assumiamo mango, formaggio, pesce, carne, amidi (riso, pasta, pane) e yogurt.
14. Se abbiamo dormito poco la notte precedente, scegliamo vivande leggere.
15. Non facciamoci cogliere dal raptus di mangiare per un bisogno emotivo, per placare le nostre ansie e delusioni.
16. Cibo e una riflazione di Dio, non sprecare e non insultare

17. Dedichiamoci costantemente, per alcuni minuti il giorno, alla meditazione ed alla preghiera: acquisteremo chiarezza nei nostri pensieri, nelle nostre parole e nelle nostre azioni. E la nostra digestione ne risentirà positivamente!
18. Aspettiamo almeno un’ora prima di coricarci dopo i pasti.
19. Rispettiamo l’atto di mangiare come un rito divino. Il cibo … nutre l’anima.

 


DISTURBI GASTROINTESTINALI
ALIMENTAZIONE AYURVEDICA NEL CONTROLLO DELL’APPARATO GASTROENTERICO E DELLA FLORA BATTERICA INTESTINALE
Vaidya Maestro Swami Joythimayananda
Joytinat, College of Ayurveda, Ashram, Via Ripa, 24. Corinaldo. (AN).
www.joytinat.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Tel:071 679032


INTRODUZIONE ALL’AYURVEDA
Il termine Ayurveda deriva da “Veda” conoscenza e da “Ayu”, cioè vita, quindi il suo significato è conoscenza della vita o meglio l’arte del buon vivere. E’ un grande dono dall’India al mondo. Non si tratta solo di una scienza medica poiché racchiude in sè filosofia, arte e disciplina, essa offre una visione completa dell’esistenza. Lo scopo della vita non è la mera esistenza ma qualcosa a cui noi tutti dobbiamo aspirare, è un obbiettivo che dovrebbe dare un senso a tutte le nostre azioni quotidiane. Lo stile di vita quotidiano, l’adattamento ai cambiamenti stagionali, la dieta e il contatto con la natura sono molto importanti, l’Ayurveda ci insegna a conoscere quale è al nostra vera natura e il nostro ambiente e a mantenere l’equilibrio tra noi e l’universo. In occidente spesso si sente parlare di Ayurveda in modo superficiale e riduttivo ad indicare prescrizioni di preparati a base di erbe e sostanze naturali, massaggi, varie terapie di purificazione, rilassamento e bellezza abbinate alla cosmesi. Ma l’ Ayurveda tratta della conoscenza globale di vita è una scienza medica tradizionale antica che si può considerare "complementare" alla medicina occidentale. L'Ayurveda è probabilmente il sistema di medicina naturale più antico.
Lo scopo principale dell'Ayurveda è quello di conservare la buona salute nell'uomo sano in modo da dare sostegno ai quattro principali scopi (Dharma, Artha, Kama, Moksha) della vita. L'Ayurveda ha classificato tre energia vitali (Tridosha)corporei ognuno dei quali ha a sua volta delle sottodivisioni con una sede e una funzione particolare. Se questi si trovano in normale equilibrio mantengono la salute, mentre lo squilibrio di uno o più causa la malattia.

TRIDOSHA
I concetti più importanti dell'Ayurveda è quello dei Tridosha: Vata, Pita e Kapa. I tre dosha vengono presi in considerazione nel determinare la costituzione individuale, l'origine delle malattie, i trattamenti, i metodi per mantenere la buona salute, la routine giornaliera e stagionale, le terapie di purificazione (Panchakarma), le terapie di tonificazione (Rasayana), il massaggio, il tipo di esercizio fisico e anche la dieta. Quindi è importante capire il concetto di Agni e digestione.


AGNI E AMA
Il termine Agni in sanscrito significa "fuoco" e viene usato per descrivere le forze che spezzano in micro le sostanze che consumiamo. Agni, con il suo potere di trasformazione ha il compito di favorire la digestione e l'assimilazione delle sostanze alimentari, questo compito viene svolto dagli enzimi. 
L’Ayurveda parla principalmente tredici tipi di enzimi:
Jathara Agni, che agisce nello stomaco e nel tratto intestinale. Questo gruppo di enzimi (saliva, acido cloridrico, bile, succo pancreatico ecc.) provvede alla demolizione degli alimenti appena assunti dall'esterno in modo da renderli assimilabili nei successivi processi di digestione.
I 5 Bhuta Agni, localizzati principalmente nel fegato. Trasformano il cibo demolito in rendendo gli 5 elementi di cui è composto omologhi e quindi assimilabili agli elementi presenti nell'organismo.
I 7 Dhatu Agni, sette gruppi di enzimi, ogni dhatu (tessuti) ha il sua particolare Agni per assimilare il proprio suo fa bisogni dei nutrimenti.

APPARATO DIGERENTE
La maggior parte dei disturbi fisici e psichici nascono da una inadeguata assimilazione dei cibi.
Per una buona digestione e assimilazione gli organi digestivi devono essere sani.
I cibi di cui ci nutriamo devono essere correttamente preparati, consumati, digeriti, assimilati, e anche eliminati. Il risultato di una buona digestione dipende da come consumiamo il cibo, dalla giusta quantità in cui lo assumiamo e da un appropriata combinazione degli alimenti. Il processo di trasformazione nell’Ayurveda viene chiamato Agni (fuoco digestivo o enzimatico). E’ bene sapere che esistono vari tipi di Agni, e che ognuno di loro ha un ruolo molto importante nel nostro organismo. Un eccesso o carenza di Agni provoca disturbi o malattia.
Il canale digerente in Ayurveda viene chiamato Annavaha Srota o anche Mahasrota, mentre dove avviene la digestione, assimilazione ed eliminazione dei cibi viene chiamato Annapachana.
Il processo digestivo secondo la visione ayurvedica può essere così riassunto:
Sthula Pachana (digestione grossolana) procede dalla bocca allo stomaco fino all’intestino finché il cibo, attraverso il fuoco gastrico (Jadagni) viene trasformato in nutrimenti fluidi (Aahar Rasa).
Shuksma Pachana (digestione sottile) avviene nel fegato con 5 Bhutagni e nei 7 tessuti con Dhatuagni.
La prima fase della digestione, chiamata Stula Pachana, comincia nella bocca attraverso la miscelazione del cibo con Bodhakakapa, che percepisce il gusto ed è associata con l'anima. Questa digestione parziale viene poi inviata, tramite l'azione di Udana e Pranavayu attraverso la gola e l'esofago, allo stomaco.
Nello stomaco avvengono tre importanti azioni: Samanavayu, muovendo il cibo, lo mescola con Kledaka Kapa che ammorbidisce il cibo per facilitarne la digestione; Pachakapita spezza il cibo minutamente. Mentre il fuoco digestivo (Jadagni) trasforma il cibo in fluido.
Nella prima ora successiva all’assunzione del cibo, nello stomaco, il fluido assume un gusto dolce (Madhur avasta paka) che rappresenta il Kapa ed è chiamato Poshak Kapa
Nella seconda ora la digestione si svolge nell’intestino tenue ed è chiamata Pitakal. Il cibo fluido entra nell'intestino tenue (Laghu antra) in cui la digestione continua ed il fluido assume un gusto acido (Amla avasta paka) che rappresenta Pitta Dosha ed è chiamata Poshak Pita.
Qui, Samanavayu separa la parte utile (Saar) e da quella non utile (Kitta). Saar verrà assorbita (Grahana) attraverso i villi intestinali (Rasavahini), mentre Kitta verrà convogliata verso il colon. Samanavata è responsabile della separazione e dell’assorbimento mentre Kapa è responsabile della formazione del scorie (Kitta). Dopo una completa digestione, il fluido nutriente (Ahar Rasa) viene ulteriormente digerito con il fuoco dei 5 elementi del fegato (Bhutagni) ed assume la proprietà dei cinque elementi di nutrire tutti i 7 tessuti.
Nel colon (Pakvasya) Kitta assume il gusto pungente (Katu avasta paka) che rappresenta Vata Dosha e si chiama Poshak Vata. Dopo la separazione effettuata da Samanavayu nell’intestino, Vyanavata distingue il resto del fluido tra feci, urina e sostanze fluide che possono ancora essere utilizzate dal corpo; dopo la separazione degli scarti la parte utile viene assorbita dalla capillarizzazione del colon.
Con l'azione di Apanavayu le feci si muovono ora verso il retto mentre l'urina verso la vescica.
Nel processo di digestione il cibo viene digerito da Pachakapita con l’aiuto di Kledakakapa, assorbito da Samanavayu e Vyanavayu mentre le scorie vengono eliminate da Apanavayu.
La parte di nutrimento (Saar) viene assorbita dai tessuti per l’azione di Samanavayu attraverso Rasavahini e la parte non utile (Kitta) viene eliminata in forma di scorie (Tremala) attraverso il retto (Gudam) per l’azione di Apanavayu
Durante la digestione i tre Dosha vengono coinvolti in aspetti nutrizionali (Poshya Dosha) in tre differenti sedi: nello stomaco lo stato di cibo Poshya Dosha Kapa, nell’intestino lo stato di Poshya Dosha Pita e nel colon lo stato di Poshya Dosha Vata. Questi Poshya Dosha sono responsabili per tutti i Dosha del corpo.
Dhatu posana significa: ”i sette tessuti nutriti da Ahar Rasa”, quindi l’appropriata produzione della Ahar Rasa è importante per un buon funzionamento dei tessuti, che sostengono il corpo
Un Agni corretto consente una digestione ottimale che porta ad un corretto funzionamento dei tessuti, del corpo e della mente; un funzionamento improprio di Agni provoca varie malattie.
I sintomi più comuni di una alterata fisiologia dell’Annavaha Srota sono: nausea, mancanza del gusto, indigestione, anoressia, meteorismo, dolore, gonfiore, tensione, bruciore e pesantezza addominale, colite, singhiozzi ecc..
Le cause principali sono: assunzione irregolare di cibi; cibi non bilanciati, pesanti, eccessivi, freddo o caldo eccessivi, eccesso di cibi secchi, pungenti, salati o dolci. Preparazione non adatta, mangiare con l’umore sbagliato (tristi, preoccupati ecc..).

FLORA BATTERICA INTESTINALE
L’apparato digerente, in particolare l'intestino, é colonizzato da moltissimi microrganismi che, nel loro insieme, costituiscono la flora batterica intestinale. La popolazione della flora batterica potenzia Kapadosha attraverso la produzione di sostanze che aumentano l’energia di difesa (sistema immunitario) e il potere costruttivo. I batteri presenti nell’ intestino sono responsabili della fermentazione del materiale indigerito e producono sostanze che sono una fonte di energia per le cellule dell’intestino e della mucosa intestinale. La popolazione batterica svolge una funzione di difesa contro i virus patogeni conservando così la vitalità dell’ uomo.
Un giusto equilibrio della flora batterica mantiene uno stato di salute generale stabilizzando la forza immunitaria, favorendo i processi digestivi e l’assorbimento, mantenendo sana ed efficace la mucosa intestinale prevenendo disturbi come colite, diarrea, costipazione.
Lo squilibrio della flora batterica può portare vari disturbi che dipendono da vari fattori come: l'età, una dieta non equilibrata e consumo di cibi prevalentemente industriali, eventuali infezioni in corso abuso di farmaci, inadeguato stile di vita.
Quando diminuisce la flora intestinale, i batteri funzionano tra loro con un atteggiamento distruttivo diminuendo così la forza di Kapadosha causando disturbi non solo a livello intestinale ma anche in altre parti del corpo come: infezioni vaginali, respiratorie, dentali
Le cause di una disarmonia fra i batteri che compongono la flora intestinale sono numerose, e come già accennato in precedenza possono dipendere da una dieta poco variata soprattutto povera di fibre cibi molto raffinati, cibi industriali, pasti assunti con troppa fretta , scarsa masticazione del cibo, ritmi di vita irregolari e frenetici, assunzione di cibi che sono incompatibili tra di loro, vita sedentaria, stress psicofisico abuso di farmaci (analgesici, sonniferi, anti depressivi, lassativi, antibiotici ) e gli inquinanti contenuti nei cibi (coloranti, solventi, ormoni, pesticidi ecc.)
Quindi come migliorare e mantenere la stabilità della flora batterica?
L’Ayurveda consiglia di assumere cibi che possiedano al loro interno microrganismi vitali (fermenti lattici) come ad esempio lo yogurt. Lo yogurt prodotto industrialmente non possiede le caratteristiche adatte ad influenzare positivamente la flora batterica intestinale.
Nella tradizione Ayurvedica da migliaia di anni viene utilizzato un preparato a base di yogurt e riso chiamato MUOR o KADI che significa fermanti alla quale si da molta importanza per il riequilibrio della flora batterica intestinale rappresenta l’equivalente dei cosiddetti fermenti probiotici.
Il metodo di preparazione è un elemento importante ai fini di ottenere un buon risultato. Si raccomanda principalmente di utilizzare per la sua preparazione dello yogurt naturale fatto in caso unito ad un po’ di riso ben cotto, tutta la notte va lasciato riposare in un contenitore di terracotta, e al mattino và assunto quando è semiliquido a stomaco vuoto.
Il muor è fondamentale per dare una buona protezione a Kapadosha e di conseguenza a tutta la flora batterica intestinale. I batteri presenti nell’intestino trovano una buona soddisfazione da questo alimento e possiamo dire che stringono “una buona amicizia tra loro”che viceversa viene persa con l’assunzione di preparati esclusivamente industriali che sono poveri di nutrimento e possiedono al loro interno numerose sostanze che ostacola questo stato di armonia. Non va dimenticato che uno stato di armonia della flora intestinale porta ad uno stato di equilibrio globale tutto il sistema.
Inoltre e di fondamentale importanza assumere cibi bilanciati integrali ricchi di fibra che devono contenere tutti i cinque elementi, rispettando sempre la propria costituzione individuale e la stagione. Nella stagione invernale ad esempio sono consigliati cibi riscaldanti, energetici, oleosi con gusto pungente, salato ed aspro. In estate vanno invece i cibi rinfrescanti, leggeri, liquidi e i gusti dolci. Assumere il cibo ad intervalli di tempo regolari senza fretta, preoccupazione, tensione ed emozione. Consumare giusta quantità, qualità e combinazione, nutrirsi con cibo preparato sempre al momento. Fare pasti leggeri, caldi, e digiunare spesso.

 


GRAVIDANZA


Intervista al Maestro Swami Joythimayananda

Ashram Joytinat, Via Ripa 24 ­ 60013 Corinaldo (AN).Tel e Fax 071/679032




Cosa è la gravidanza?
La gravidanza è una bellissima esperienza, un periodo della vita in cui la donna entra in
una nuova dimensione, al di fuori del suo controllo e della sua volontà, arricchendosi
con nuovi pensieri, percezioni, emozioni e sensazioni. Ogni attimo dell’attesa è
impegnato nell’immaginare il bimbo che nascerà ed il suo futuro. La madre prende
sempre più coscienza del meraviglioso prodigio che sta avvenendo al suo interno
attraverso i continui mutamenti del suo stato fisico, psicologico e comportamentale.
Scopre nuove sensazioni quali: il crescere del ventre; il tendersi dei seni; la diversa
lucentezza del viso e della pelle; sensazioni di gioia, ansia, paura, mutevolezza di
umore, forte senso di protezione nei confronti del suo bambino e dell’ambiente
domestico.

1) Lo yoga fa bene alle donne in gravidanza?

Yoga in maternità
Lo yoga ci può aiutare ad affrontare con più serenità la gravidanza e il parto.. Yoga
intende: Asana, posture comodo, Pranayama, respirazione gradevoli, Mantra e
meditazione maggiore coscienza e controllo.Lo Yoga offre per gravidanza, parto e
maternità un'opportunità di approfondimento,consapevolezza, comprensione, e
godimento nell'integrazione di corpo, mente e spirito. Gravidanza con stile di Yoga
permette un maggiore valore su respiro, sull'energia ed allineamento del corpo. Yoga
offre rilasciamento, la flessibilità, e la fiducia. Le posizioni adeguate, il corpo meno
pesante, si sentirà in forma, i dolori della schiena e le gambe pesanti saranno in grado
essere superati, anche il sistema nervoso ne beneficerà grazie alle pratiche Yoga.

2) Ci sono immagini antiche che si riferiscono allo yoga per le donne in gravidanza?

Fino a che mese e quali esercizi si possono fare durante la gravidanza e quali è, invece,
meglio evitare?

La gestante, deve consultare il suo dottore prima di cominciare Yoga pratica.
Comunque, nelle pratiche yoga è necessario non sdraiarsi direttamente sulla schiena o
lo stomaco dopo il quarto mese, ed evitando quello che non si sente corretto a lei, ci
sono pochissimo Asana e Pranayama che sarebbe un problema durante la gravidanza.
Meglio praticare Yoga con un Yoga esperto (non 2 mesi di corso o conoscenza di libri)
con tante esperienza e coscienza. Evitare gli sforzi, comprimere e torcere nella pancia o
addome; a meno che Lei esperimenti le posizioni in maniera comoda. Evitare ritenuta
di respirazione o respiro veloce come Bastrika. Ascoltare il corpo tuo e bambino,
faranno sapere quale ha bisogno e che Asana sono comode. on pratica yoga finche tu
esaurisce.
Se una gestante è soggetta ad abortire è opportuno fare la posizione facile come
Padmasana, Bhdrasana, Siddasana, Vajjirasana, Tadasana e Pranayama Nadi Shuddhi,
Brhma Shuddhi, Brhmari, Sitali e sitkari evitando appenea (Kumbakam).
Mentre le gestanti sane e forti possono fare maggior parte dell’Asana Pranayama.

SHANTHIASANA (è opportuno farlo tutto il periodo della gravidanza).
Rilassamento profondo, libera la fatica del corpo e della mente, calma e stabilisce il
sistema nervoso.

BHADRASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza).
E’ ideale perché tonifica il perineo e provoca la flessibilità al bacino, attiva la
circolazione pelvica ed aumenta la contrazione vaginale. Ognuno fa secondo al suo
limite.

TADASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza).
Provoca un equilibrio psicofisico.

TAPASASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
È utile stabilire auto controllo, rinforza le gambe, migliora la circolazione sanguigna e
provoca un equilibrio psicofisico.

PADMASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
Favorisce la concentrazione e la stabilità del corpo­mente

CHANDRASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
E’ utile per lo stiramento dei entrambi lati, migliora la circolazione sanguigna e
scioglie il bacino.

SARVANGASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
Utile per sgonfiare le gambe e il bacino favorisce la respirazione diaframmatrice e
stimola il sistema endocrino.

SARDULASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
Migliora la circolazione e rafforza l'utero, favorisce la respirazione e scioglie il bacino,
libera la tensioni della schiena e collo.

MALASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
Favorisce l’eliminazione delle scorie.

MATSIYASANA (possibile farlo i primi sette /otto mesi della gravidanza)
E’ utile per lo stiramento della zona dorsale e gola, favorisce il ghiandole tiroide,
migliore la circolazione sanguigna.

USTRASANA (possibile farlo i primi sette /otto mesi della gravidanza)
E’ utile per lo stiramento della zona dorsale e gola, favorisce il ghiandole tiroide,
migliore la circolazione sanguino e favorisce la peristalsi intestinali e il sistema urinari,
rinforza i muscoli intestinali.



SIRASASANA (possibile farlo i primi sette /otto mesi della gravidanza)
Mantiene un equilibrio psicofisico e porta la stabilita e da un effetto sedativo sul
sistema nervoso.

TRIKONASANA (possibile farlo i primi sei /sette mesi della gravidanza)
E’ utile per lo stiramento dei entrambi lati, apre il bacino, stimola milza e reni e
migliora la circolazione sanguigna.

BHUJANGASANA (fino al quarto mese)
E’ utile per lo stiramento della zona alta della coscia e dell'addome e migliora la
circolazione sanguigna.

PATCHIMOTASANA (fino al quinto mese)
E’ utile per lo stiramento della schiena, allevia il dolore contrattuali del zona lombare,
migliora la circolazione sanguigna e rilassa il sistema nervoso.

PRANAYAMA
I seguenti Pranayama sono adeguati alla gestante tutto il periodo della sua gravidanza.
Non deve applicare apnea (Kumbaka).

AOM (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
Cantare Aom regolarmente provoca un vibrazione sottile che favorisce la crescita del
embrione in equilibrio e aumenta la capacità della respirazione.

BRAHMARI (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
Cantare Brahmari regolarmente provoca una vibrazione sottile che favorisce
ringiovanire ogni cellule del corpo, dà la voce gradevole e equilibra il sistema nervoso e
aumenta la capacità del respirazione.

BRHMA SHUDDHI (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
La pratica Brama Shuddhi regolarmente provoca una vibrazione sottile che favorisce la
purificazione dei cinque cavità e rigenera tutte le sistemi e canali nel corpo. Calma la
mente e offre una energia stabile ed equilibrata.

NADISHUDDHI (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
La pratica regolare porta un equilibrio psicofisico, risveglia l’attenzione del sistema
endocrino e calma la mente e aumenta la capacità del respirazione.

SITALI (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
La pratica regolare porta un equilibrio sul sistema digestivo e abbassa il calore
eccessivo.

SITKARI (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
La pratica regolare porta un equilibrio sulle emozioni di aggressività e aumenta amore
e affetto.





3)Quali sono gli effetti positivi che il feto riesce a percepire? Quali i benefici per la
mamma?

Lo yoga agisce sul corpo in modo completo: attraverso le varie posizioni si tonificano i
muscoli e si sciolgono le articolazioni, si migliora la circolazione, si rafforza l’apparato
respiratorio e riproduttivo e si equilibra il sistema nervoso. Ogni movimento,i
sentimenti della mamma vengono trasmessi al utero e il feto percepisce e memorizza
nel campo sottile. Praticando Yoga la futura mamma sentirà fiducia, forza, serenità ed
essere cullata, percepirà un nuovo flusso dell’energia vitale con un aumento dell’amore
e compassione. Dimenticherà la paura del parto e si prepara con tranquillità ad
affrontare eventuali difficoltà e il dolore del parto. Tutto questo viene memorizzato
anche dal bambino che si trova nell'utero.

4) Può indicare due o tre esercizi che si possono eseguire a casa? Ha delle illustrazioni
degli esercizi?

SHANTHIASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
Rilassamento profondo, libera la fatica del corpo e della mente, calma e stabilisce il
sistema nervoso.
Tecnica: Partenza: in piedi, corpo diritto e rilassato, ginocchia rilassate. Fare una
respirazione profonda e prepararsi all’azione. Inspirando alzare lentamente le braccia
sopra la testa, incrociare le dita con le palme che guardano il pavimento. Inclinare il
busto e le braccia lateralmente verso sinistra spingendo il bacino verso destra.
Inspirando tornare al centro. Eseguire dall’altro lato, ripetere il piegamento alcune
volte. Mantenere il bacino aperto senza inclinarlo indietro o in avanti. Respirare
liberamente restando nella posizione il più possibile. Per ritornare: ritornare infine al
centro ed espirando lentamente portare le braccia lungo il corpo.

BHADRASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
è ideale che tonifica il perineo e provoca la flessibilità al bacino, attiva la circolazione
pelvica ed aumenta la contrazione vaginale. Ognuno fa secondo al suo limite.
Tecnica Sedersi sul pavimento con le piante dei piedi unite. Afferrare con le mani i
piedi, braccia stese, schiena dritta, muovere le ginocchia su e giù con il movimento
della farfalla. Poi fermare il movimento e allungare la colonna vertebrale dal coccige
fino alle cervicali; mantenere una respirazione profonda come una meditazione.
Continuare questa pratica per tre minuti.

TADASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
provoca un equilibrio psicofisico.
Tecnica Preparazione: stare in piedi comodamente, diritti e rilassati, piedi paralleli,
ginocchia rilassate, bacino aperto, addome rientrato; baci¬no, spina dorsale, collo e
testa sulla stessa linea, spalle abbassate, braccia lungo i fianchi, occhi chiusi.
Distribuire il peso del corpo uni¬formemente sui piedi. Mantenere i piedi attaccati al
pavimento, stare immobili e occhi chiusi. Visualizzare la posi¬zione di Tadasana, e
percependo il movimento della respirazione crescere come una montagna, divenire
sempre più alti. Sentire la vastità e sentire tutte le cose meravigliose della mon¬tagna:
la bellezza, l’alba e il tramonto, la pace, la tranquillità, la stabilità, l’aria fresca, l’acqua
dolce, i fiumi orgogliosi, le fresche cascate, gli alberi maestosi, l’erba preziosa, i fiori
bellissimi, i boschi fitti, le rocce possenti, le farfalle colorate, gli uccelli cantantare, gli
animali innocenti.

USTRASANA (possibile farlo i primi sette /otto mesi della gravidanza)
è utile per lo stiramento della zona dorsale e gola, favorisce il ghiandole tiroide,
migliore la circolazione sanguino e favorisce la peristalsi intestinali e il sistema urinari,
rinforza i muscoli intestinali.
Tecnica: Partenza: Seduti in Vajrasana, le mani appoggiate sui talloni o sul pavimento
vicino ai piedi. Espirando piegare la testa indietro, facendo una pressione con le mani
spingere il busto ed il bacino in avanti ed inarcare la schiena con le braccia diritte.
Rimanere un minuto mantenendo una respirazione ritmica. Espirando, ritornare
abbassando il bacino verso i talloni in posizione di Vajrasana, piegarsi in avanti e
riposare. Durante la posizione: portare la consapevolezza in un punto della gola, poi
estenderla dalla gola verso l’addome, le cosce, i piedi, le lombari e dalle lombari alla
testa. Per ritornare: espirando, ritornare abbassando il bacino verso i talloni in
posizione di Vajrasana, piegarsi in avanti e riposare.

CHANDRASANA (possono farlo tutto il periodo della gravidanza)
è utile per lo stiramento dei entrambi lati, migliora la circolazione sanguino e scioglie
il bacino.
Tecnica: Partenza: in piedi, corpo diritto e rilassato, ginocchia rilassate. Fare una
respirazione profonda e prepararsi all’azione. Inspirando alzare lentamente le braccia
sopra la testa, incrociare le dita con le palme che guardano il pavimento. Inclinare il
busto e le braccia lateralmente verso sinistra spingendo il bacino verso destra.
Inspirando tornare al centro. Eseguire dall’altro lato, ripetere il piegamento alcune
volte. Durante la posizione: praticare i primi tre livelli di consapevolezza. Mantenere il
bacino aperto senza inclinarlo indietro o in avanti. Respirare liberamente restando
nella posizione il più possibile. Per ritornare: ritornare infine al centro ed espirando
lentamente portare le braccia lungo il corpo.

5) Quali sono i corsi da frequentare in un centro?

Yoga per la gestante
Yoga e maternità
Yoga con bambini e mamma
Ulterior informazione: 010­2469338, 02­69018261, 071­679032 Centro Joytinat
Genova, Milano, Ancona, Trieste, Barcellona

6) Lo yoga fa bene ai bambini e da che età in poi?

La pratica Yoga fa’ bene ai bambini dopo i sei anni, apre a un buon stile di vita:
favorisce intelligenza, memoria, tranquillità, concentrazione e stamina.
La mamma, puerpera può fare Yoga al fianco del neonato finché ha sei anni
trasmettendo l’energia dello Yoga al proprio bambino. Dopo i sei anni il bambino
prende ragionamento, quindi si consiglia un programma adeguato come il libero BALA
YOGA (info nei Centri Joytinat).

7) Quali sono i primissimi esercizi che le mamme possono far fare ai piccoli a casa?
Quali i corsi?E i benefici?

Se le Asana vengono presentate sotto forma di gioco diventano più interessanti e
stimolanti. La fantasia dei bambini aiuta in poco tempo ad inventare delle varianti.
All’inizio comincia con le posizioni anche in casa: Shantiasana, l'albero, il serpente, la
rana, il cigno, il coniglio, la tigre, il cammello, la farfalla, il taglialegna, la carriola e la
candela.
La pratica Yoga dà l’ opportunità ai bambini di essere attivi, migliorare a rilassarsi,
dormire in profondo e digerire meglio.

8) ci sono corsi che le mamme possono seguire insieme ai bambini? Se sì quali sono i
benefici di un corso di yoga che viene seguito da mamma e bambino insieme?

Centro Joytinat tiene i corsi di Yoga per Bambini e mamme, settimanali e anche
seminari residenziali. Avere un bambino è bello, ancora è meravigliosa seguire un
corso di Yoga insieme mamma e con il suo bambino. Hanno l'opportunità di educarsi a
crescere nella conoscenza di sè, scoprendo insieme la propria energia, abilità, amore e
consapevolezza. Il corso di yoga per bambini e mamme nasce dall’esigenza di offrire la
possibilità di sperimentare una disciplina che li potrà aiutare entrambi a raggiungere
un equilibrio e un’armonia corpo e mente; tecniche di posture, respirazione,
rilassamento ed autocontrollo (in modo divertente come giochi) e movimenti che
risvegliano la consapevolezza del corpo­mente e della sua relazione con mamma e
figlio in un ambiente comune. Un'occasione per ascoltare, per imparare a concentrarsi
e vivere pienamente con le emozioni affettuose, sviluppando la libera espressione
individuale. I bambini e le mamme impareranno a rilassarsi e a diventare più calmi e
sereni, acquisendo anche la capacità di sviluppare la propria forza di volontà.

9) Ha qualche informazione d'aggiungere? Qualcosa che le mamme dovrebbero sapere?

REGIME DI VITA

Il benessere dipende dal regime di vita giornaliero che si adotta secondo la
costituzione e la condizione del bambino. I genitori devono educare il bambino al
corretto regime di vita.
Ecco alcune regole su come deve essere educato:
1. alzarsi di mattino presto, all'alba.
2. rispettare pazientemente i doveri delle purificazioni e fortificazioni: evacuare,
pulire i denti, lingua, viso e massaggiare la testa con olio rinfrescante (Pita Tailam).
3. fare una doccia fresca
4. bere acqua (fresca in estate e calda in inverno) a stomaco vuoto
5. praticare yoga, Saluto al sole per risvegliare il corpo
6. meditare e recitare Mantra o una preghiera per pulire la mente
7. guardare un oggetto augurale ogni mattina (il colore bianco per purezza, giallo per
saggezza e rosso per energia)
8. fare colazione dopo un’ora dal momento in cui ci si alza.
9. lavare le mani prima di consumare i pasti e mangiare tranquillamente masticando
bene; dopo mangiato lavare la bocca e i denti.
10. non dormire mai durante il giorno e la sera andare a letto presto.

IMPARARE LE SEGUENTI AZIONE COME UN RITO PER L’IGENE
Denti: pulire i denti con Rasa danti (dentifricio Ayurvedico) e massaggiare le gengive
con olio Jiva Tailam (Tailam significa olio erbolizzato).
Lingua: raschiare la lingua con il il pulisci­lingua

Naso: inalare due gocce di olio Nasika Tailam tutte le mattine e massaggiare le mucose
interne con il dito mignolo.
Occhi: mettere due gocce di olio Netra Tailam in ciascun occhio una volta alla settimana
e massaggiare delicatamente le palpebre.
Orecchie: mettere un goccia di olio Karna Tailam una volta alla settimana in ciascun
orecchio e massaggiare.
Voce: succhiare mattina e sera pezzo di frutta Amlaki secca.
Gola: fare gargarismi olio Jiva Tailam.
Bocca: masticare semi di cardamomo, cumino e finocchio subito dopo mangiato.
Doccia o bagno: lavarsi tutti giorni con acqua fresca. In inverno l'acqua deve essere
tiepida; al posto dello shampoo e sapone usare olio Snana tailam (liquido per pulire il
corpo e capelli).
Puja: dopo il bagno pulire la mente recitando il mantra, fare le preghiere e meditare.
Capelli: applicare olio rinfrescante Pita Tailam e massaggiare la testa regolarmente.
Viso: Applicare crema Pita sul viso
Pelle: applicare olio Vata Tailam o Vata crema sul corpo.
Sonno: prima di coricarsi lavare massaggiare i piedi con olio Sandana Tailam e mettere
un goccio di olio Sandana sulle unghie.
Massaggio: praticarlo regolarmente per circa 20 minuti con Tailam. Al mattino si
massaggia la testa, nel tardo pomeriggio la schiena, di sera i piedi.
Gioco: possibilmente all'aperto e con altri bambini per socializzare.
Studio: studiare regolarmente, leggere storie di saggi e poemi della propria tradizione.
Hobby: disegnare, cantare, dipingere, ecc.
Educazione: allenarsi sin da piccoli sia alla difesa, tolleranza personale e ad affrontare i
cambiamenti della vita (successi ed insuccessi, caldo e freddo, dolore e gioia, ecc.) non
combattere con altri ma controllare e combattere se stessi.
Rasayana: assumere tonico come Virya, un tonico Rasayana, tutte le sere prima di
coricarsi sin dai primi giorni di vita per migliorare i tessuti.

- Maestro Swami Joythimayananda

Ashram Joytinat, Via Ripa 24 ­ 60013 Corinaldo (AN).Tel e Fax 071/679032


INDIGESTIONE
Maestro Swami Joythimayananda
Ashram Joytinat, Via Ripa 24 60013. Corinaldo (AN).Tel e Fax 071/679032


Indigestione e`un disturbo dell'apparato digerente che in Ayurveda e' chiamato AGNI MANDA.
Non sempre e' da considerarsi come una malattia vera e propria ma potrebbe essere un
segnale di qualche alta malattia.Solitamente viene associato ad uno squilibrio di tutti tre i
dosha. (Se vata viziato percepiamo dolore allo stomaco, se Pita viziato avvertiremo una
sensazione di bruciore talvolta accompagnato da diarrea, se kapa viziato avvertiremo un
senso di nausea e pesantezza). Questi sintomi possono essere stati causati in precedenza da
uno scoretto regime della vita quotidiana come: scarsa attivita' fisica, assunzione eccessiva di
cibo, assunzione di cibi pesanti e non adatti alla propria costituzione. Talvolta i problemi di
indigestione non sono causati da fattori di incompatibilita' di cibo etc, ma piuttosto a fattori
mentali come: Rabbia, nervosismo, angoscia, paura, depressione
RIMEDI
1‐ le persone che soffrono di questo disturbo devono alimentarsi quando sentono la vera
fame, e sopratutto assicurarsi che il cibo precedentemente consumato sia stato
completamente digerito.
2‐ Almeno 5 minuti prima di cominciare il pasto sarebbe opportuno assumere una sostanza
aperitiva, l'Ayurveda ad esempio consiglia di prendere: zenzero,sale,aglio e pepe, masticarli
tutti insieme ed ingoiarli altrimenti una tazza di RASAM (una bevanda ayurvedica aperitiva).
3‐ Assumere il Kichadi in forma abbastanza liquida mescolando con muor (il muor non deve
contenere grassi), aggiungere al Kichadi masala.(vedi ricetta kichadi presente nel sito).
4‐Ridurre l'assunzione di gusti dolci, aumentando i gusti pungenti e aspro.
Rimedi appropriati:
Se sentiamo dolore assumere PITA SAMAKA, 2 compresse 3 volte al giorno per almeno 2
settiamane. In caso invece di dolore e nausea assumere SHANKA VATI 2 compresse dopo ogni
pasto fino a quando il disturbo non e' scomparso.
AMLAKI: Frutta secca di Amlaki Antiossidante, rinfrescante e ringiovanente, previene la
malattia, ®®. ricco di vit.C. Assumere 10 pezzi di frutta al giorno,sciogliere in bocca e cuocere
insieme al cibo.
Regime di vita:
Assumere il cibo poco ad intervalli di tempo regolari, senza fretta, preoccupazione, tensione
ed emozione. Fare pasti leggeri e digiunare spesso. Praticare yogasana, particolare
Dhanurasana Uddiyana Kriya, assumere il cibo regolarmente e non frettolosamente, non
contrastare l’appetito.
Evitare una vita sedentaria muovendosi all'aria aperta.
Non si devono sopprimere i bisogni naturali e non eccedere nel sesso.
La salute ottimale ®® data dalla condizione di perfetto equilibrio dei Tridosha, dal potere
digestivo equilibrato di ciascuno dei tredici Agni, dal normale funzionamento dei sette Dhatu,
dalla normale produzione ed eliminazione dei tre Mala. Tutto ci®∞ deve essere accompagnato
da una buona attivit®§ dei cinque sensi e da una condizione mentale di serenit®§.
Coloro che godono di una condizione equilibrata sin dalla nascita, seguendo determinati
codici di disciplina sono in grado di mantenere questo equilibrio, evitando la morte
prematura e vivendo bene fino a cent’anni.
Regime della vita:
I seguendi disciplina portano il benessere totale:
Roganutpadaniya: prevenzione delle malattie
Panchakarma e Rasayana: disintossicazione e ringiovanimento.
Abyangam: massaggio e Varma terapia
Ahar: concetto di alimentazione
Austham: rimedi culinari

 
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